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Un caso di covid e tutta la classe in quarantena: modificate le regole

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Se c’è un solo caso di covid in classe, tutti gli alunni devono andare in quarantena: così hanno disposto i ministri della salute e dell’istruzione a un mese circa di distanza dall’approvazione dei protocolli di sicurezza  da implementare in caso di contagio.

La decisone sarebbe arrivata dopo i troppi casi di covid nelle scuole, mentre la quarta ondata incomincia a fare paura soprattutto con la nuova variante che arriva dall’Africa del Sud. Tuttavia un similare allarme, quello cioè di non prendere alla leggera la situazione nelle scuole, era stato lanciato sia dai presidi e sia dal sindacato. Si rimodula dunque la precedente disposizione, quella cioè della quarantena selettiva con due casi, né prosecuzione delle lezioni con un caso solo: al primo contagio si torna tutti a casa e si va in didattica a distanza.

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In questi giorni infatti è stata inviata alle scuole una circolare che ha come oggetto “Aggiornamento delle indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico“, e nella quale viene spiegato: “ultimamente si sta assistendo ad un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2, anche in età scolare, con una incidenza (casi/popolazione) settimanale ancora in crescita e pari a 125 per 100.000 abitanti (19/11/2021 – 25/11/2021): valore ben lontano dal quello ottimale di 50 per 100.000, utile per un corretto tracciamento dei casi“.

E ancora: “in riferimento alla situazione epidemiologica esistente, da rivalutare in caso di aumento della circolazione virale o di altra rilevante modifica incidente sulla stessa emergenza epidemiologica, si ritiene opportuno sospendere – provvisoriamente – il programma di “sorveglianza con testing” e di considerare la quarantena per tutti i soggetti contatto stretto di una classe/gruppo dove si è verificato anche un singolo caso tra gli studenti e/o personale scolastico“. 

E dunque: “nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente o comunque secondo la organizzazione di regione/P.A. o ASL, il dirigente scolastico venuto a conoscenza di un caso confermato nella propria scuola è da considerarsi autorizzato, in via eccezionale ed urgente, a disporre la didattica a distanza nell’immediatezza per l’intero gruppo classe ferme restando le valutazioni della ASL in ordine all’individuazione dei soggetti (da considerare “contatti stretti” a seguito di indagine epidemiologica) da sottoporre formalmente alla misura della quarantena“.

Contestualmente a Sky Tg24 Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, alla richiesta se abbia accarezzato l’idea dell’obbligo vaccinale per i più piccoli, ha risposto “La vaccinazione è un’opzione che va offerta, va fatta opera di convincimento, spiegando perché c’è questo tipo di vantaggio nel vaccinare i bambini, quindi per tutela della loro salute e dei loro spazi educativi e sociali. Ma l’obbligo vaccinale assolutamente non lo considererei. Neanche, di fatto se n’è già anche discusso, e il ministro Speranza è stato chiaro nel dire che in questo momento non si considerava questa ipotesi”.