“Dire ‘no’ ai figli è un vaccino contro la frustrazione che non sanno più tollerare, contro l’illusione di un mondo senza confini”. Così all’Adnkronos Giuseppe Lavenia psicologo, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo.
Le parole dello psicologo sono arrivate a commento del pensiero espresso da Papa Leone XIV, durante l’Angelus di Castel Gandolfo di domenica 17 agosto, in merito al fatto che “un buon genitore prima o poi dovrà saper dire qualche ‘no’” e lo stesso vale per “un insegnante che desideri formare correttamente i suoi alunni” oppure “un professionista, un religioso, un politico, che si propongano di svolgere onestamente la loro missione”.
Con queste parole, ha dichiarato Lavenia, “il Papa ci ricorda che educare non è assecondare, ma guidare. E che la coerenza, in famiglia come a scuola o in politica, non è mai comoda: costa fatica, discussioni, notti insonni. Ma senza, non resta amore, resta soltanto complicità passiva”.
In assoluto, ha spiegato, “un genitore che non sa dire ‘no’ non educa, illude. Un ‘no’ pesa, lacera, a volte ti fa sentire in colpa. Ma è la spina dorsale dell’amore: segna un limite che non imprigiona, ma protegge. I figli, nella loro urgenza di libertà, non lo capiranno subito. Spesso lo odieranno, a volte lo sfideranno. Ma quel ‘no’ li salva dall’idea che tutto sia possibile, che ogni desiderio meriti immediata soddisfazione”.
Lo psicologo conclude il parere rilasciato all’agenzia di stampa sostenendo che “il ‘sì’ sempre facile è carezza che brucia. Un ‘no’ autentico, se detto con amore, è ferita che diventa cicatrice, e la cicatrice è memoria: insegna che l’amore vero sa anche opporsi, per custodire”.