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Un incerto futuro per la figura del tutor

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Sulla figura del maestro "tutor" la polemica si arroventa e le posizioni si inaspriscono dopo che lo scorso 30 giugno ai direttori scolastici regionali è stata indirizzata, a firma del direttore generale del Miur Pasquale Capo, una lettera riservata che evidenzia come spesso rappresentanti sindacali o insegnanti spingano sui dirigenti scolastici per bloccare la riforma o ritardarne l´applicazione. Ai direttori regionali si chiede di vigilare, facendo riferimento anche a "interventi adeguati anche di carattere disciplinare in presenza di eventuali comportamenti che configurino violazioni delle norme vigenti".

Le reazioni sono ovviamente sdegnate, anche perché le scelte didattiche delle singole scuole sono comunque legittime, sulla base dell’autonomia scolastica sancita dalla Costituzione.

Secondo il segretario nazionale di Cgil-Scuola, Enrico Panini, si tratta di "un atto di inaudita gravità per sanzionare il dissenso: partendo da presupposti infondati, si cerca di intimidire dirigenti scolastici e docenti che non vogliono abbassare la qualità dell’insegnamento".
Panini critica l’impostazione della riforma Moratti per il ciclo primario e ritiene che il tutor, "espressione di un modello didattico poverissimo e attualmente irrealizzabile", non valorizza l´insieme degli insegnanti, sottolineando che il rifiuto di questa figura professionale "non è affatto illegale".

Peraltro, le organizzazioni sindacali hanno sempre sostenuto con fermezza che la figura del tutor deve essere oggetto di una trattativa contrattuale che ne stabilisca i compiti, i limiti e l´indennità economica relativa. Ma, a parte dichiarazioni di circostanza, il Ministero dell’Istruzione non ha cercato un reale confronto.
Comunque, è ormai evidente che per l’anno scolastico che sta per iniziare molte scuole italiane non nomineranno i tutor: già nel mese di giugno molti collegi dei docenti e consigli di istituto avevano dato in modo chiaro questa indicazione, anche se dopo la lettera riservata della Direzione generale del Miur si può ipotizzare che diversi dirigenti scolastici proveranno a far innestare la "marcia indietro".
Secondo sindacati e insegnanti, in Lombardia il 90 per cento delle scuole è contraria alla nomina di uno specifico tutor. A Milano moltissime scuole elementari hanno deciso di individuare come tutor l´intero corpo docente o di iniziare l´anno facendo a meno di questo ruolo. A Roma e in altre città la situazione è praticamente analoga a quella del capoluogo lombardo.

E mentre fuori infuria la bufera e il Ministero si appresta ad approntare gli ultimi adempimenti per l’attuazione della figura del tutor, da Viale Trastevere il ministro Letizia Moratti, con un apposito comunicato, fa sapere che si ritiene "soddisfatta, perché si stanno creando le condizioni per dare concreta attuazione, con il prossimo inizio delle lezioni, a questa innovativa figura espressamente prevista dalla legge di riforma".
"Il tutor – ha concluso la Moratti – costituisce un elemento fondamentale per assicurare, fatta salva la piena contitolarità didattica degli altri docenti, le funzioni di raccordo con le famiglie e con il territorio, di orientamento e di sostegno degli allievi, in modo da favorire il pieno successo formativo per tutti".

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