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Una coppia gay iscrive il bimbo che segue ad una scuola cattolica: accordata

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“Una coppia omosessuale formata da due uomini ha chiesto ad una delle nostre scuole in Toscana di poter iscrivere il bambino di cui ha la responsabilità. E noi abbiamo detto sì, perché le nostre scuole sono scuole dell’ accoglienza. Le nostre scuole accolgono extracomunitari, accolgono bambini disabili, bambini di ogni fede”. A raccontarlo è stato il il presidente della Fism Toscana (la Federazione Italiana delle Scuole Materne cattoliche) Leonardo Alessi nel corso della cerimonia di firma di un protocollo di intesa tra scuole paritarie e Anci, ribadendo però il “no” alla “cultura di genere”.

“Questa è l’ispirazione che ci muove – ha aggiunto Alessi – quindi di fronte alla novità di una coppia omosessuale che chiede l’iscrizione del figlio di cui ha responsabilità, evidentemente noi siamo aperti ad accogliere quella iscrizione. Siamo aperti proprio a partire dalla nostra origine e lo siamo perché l’esperienza che che questo bambino può fare nella nostra realtà può essere educativa e può essere una proposta nuova per lui e per la coppia di genitori. Noi lo facciamo perché la nostra scuola è aperta e si propone a questa novità”. Alessi ha però tenuto a sottolineare che “questo non vuol dire che rinunciamo a dire che non vogliamo la diffusione della cultura di genere – ha detto – perché la riteniamo lesiva del quadro antropologico della realtà europea, non solo italiana. Tuttavia ciò non ci vieta di accogliere tutti con una proposta educativa chiara”.

Icotea

Alla firma del protocollo sulle scuole paritarie tra Anci e Fism a Firenze, c’era anche il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi. Che ha speso parole a favore dell’integrazione tra i due sistemi. “Otto milioni e mezzo di ragazzi e bambini frequentano la scuola pubblica statale e oltre un milione sono invece quelli che frequentano la scuola pubblica non statale”, ha ricordato il sottosegretario. Quindi, “se cede una delle due gambe, cede l’intero sistema. O comprendiamo che occorre rafforzare tutte e due le gambe, oppure se non è forte una gamba a rimetterci saranno i ragazzi, gli studenti italiani tutti”.

“Sul tema della parità scolastica – ha continuato Toccafondi – occorre rottamare una certa ideologia. Con la legge Berlinguer di quattordici anni fa ormai deve essere chiaro a tutti che la scuola è tutta pubblica e si divide in statale e non statale ma svolge assolutamente lo stesso servizio pubblico, cioè rivolto a tutti. Se si comprende che questo è il punto di partenza – ha concluso il sottosegretario – allora si comprende bene che occorre remare tutti dalla stessa parte, anche per garantire i pochi contributi pubblici a queste scuole, perché il sistema è pubblico e si basa su due gambe”.