L’idea è venuta al sindaco di una citta giapponese, quella cioè di far posare gli smartphone a tutti i suoi concittadini per legge, grazie a una ordinanza con cui si chiede di ridurre l’utilizzo dei device a 2 ore al giorno.
La notizia su Tempi.it che riferisce di questo sindaco della città giapponese, il quale, mentre rifletteva sull’aumento dei tassi di assenteismo nelle scuole locali in contrasto con l’altro aumento di bambini sempre più dipendenti dai dispositivi digitali, fu colpito dall’idea di emanare un’ordinanza per limitare l’uso di smartphone, tablet, console di gioco e computer a due ore al giorno per i residenti della sua città, Toyoake.
E in effetti, l’ordinanza sarebbe entrata in vigore a inizio ottobre, rendendo Toyoake una delle prime città in Giappone a tentare di utilizzare la legge per convincere i suoi cittadini a mettere da parte i telefoni: “È così triste finire la giornata a casa guardando sempre lo smartphone. Spero che i cittadini cambino il loro comportamento”.
Sembra tuttavia che tale ordinanza sia del tutto simbolica, e che nessuno stato di polizia per gli smartphone si possa implementare, ma, viene pure precisato, siccome siamo in Giappone, la giunta comunale punta tutto sul fatto che basta la pressione sociale perché le persone seguano le linee guida ufficiali, anche se un’ordinanza del genere è un’intromissione governativa nella vita privata delle persone.
Fra l’altro, viene ancora precisato, uno studio governativo ha rilevato che gli studenti delle scuole elementari e secondarie giapponesi usano i loro telefoni in media per circa cinque ore al giorno, mentre una mamma racconta che il suo bimbo di 5 anni, descritto come “videogiocatore accanito”, trascorre fino a quattro ore sui suoi dispositivi.
Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate