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Aggiornato il 23.07.2025
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Università telematiche vs tradizionali, Giuliani: “Non possiamo dire che l’offerta formativa sia la stessa”, l’esempio del Tfa

Redazione

Università telematiche o tradizionali? Come ogni anno, in questo periodo dell’anno in cui i neo diplomati devono perfezionare la loro iscrizione nei vari atenei, ritorna questa questione. A discuterne, ai microfoni di Radio Roma Sound, Alessandro Giuliani, direttore della Tecnica della Scuola.

“Università tradizionali? Offerta formativa più adeguata”

“Qual è la differenza? Ovviamente le università statali esiguono la presenza dei corsisti. Ecco, noi cinquantenni abbiamo portato avanti i nostri studi in presenza. Sono gli atenei tradizionali che, possiamo dirlo, insomma, senza troppi giri di parole, garantiscono un’offerta formativa eh diciamo non migliore, ma sicuramente adeguata e accurata. Sappiamo, insomma, poi ci sono differenze tra una e l’altra e abbiamo delle facoltà con dei dipartimenti più o meno qualificati su determinati ambiti, poi ognuno si cerca quelle che sono le proprie, quelle più attinenti anche alle proprie capacità”, ha esordito.

Ecco una panoramica: “Un discorso a parte meritano le non statali, però legalmente riconosciute. Non so, ad esempio, abbiamo la LUISS, e tra l’altro proprio in questi giorni è uscito l’annuale esito del Censis riguardo le università migliori e la LUISS per quanto riguarda le università, diciamo, più grandi, continua a primeggiare, e infine vi sono invece le università di cui parlavate prima, le telematiche che sono anch’esse legalmente riconosciute, la cui offerta formativa diciamo che non offre le stesse garanzie, se non altro perché la gran parte, se non tutte le lezioni, vengono svolte in alcune proprio a livello totalitario in modalità online”.

“Sono previsti anche esami in alcuni casi con le dovute cautele e tra l’altro queste università telematiche sono soggette annualmente a una una sorta di autorizzazione da parte dell’ANVUR che è l’associazione che a livello nazionale autorizza le università a procedere con anche l’organizzazione dei corsi e quindi anche ad assegnare i titoli accademici che vengono poi appunto riconosciuti a fine corso. Detto questo, come dire, ovviamente l’offerta formativa di una università telematica non può essere paragonata a quella di una università in presenza. Questo come concetto generale. E spesso si iscrivono alle università telematiche anche coloro che lavorano e possono farlo anche in orari, come dire, in streaming, si dice oggi, in orari, diciamo, personalizzati, in modo tale da poter assistere alle lezioni senza dover essere obbligati a presenziare, appunto, negli orari prestabiliti”, ha aggiunto.

Tfa Sostegno Indire, lezioni online

Giuliani ha fatto l’esempio dei corsi per la specializzazione sul sostegno: “E per quanto riguarda ad esempio la scuola, io posso fare un esempio molto calzante che è quello del TFA sostegno che viene organizzato da università. Anche in questo caso il panorama dell’offerta formativa mai come in questo momento è abbastanza variegato perché è stato affidata anche all’Indire una parte dell’organizzazione di questi corsi e in particolare sono stati affidati all’Indire i corsi che verranno svolti per coloro che hanno svolto già 3 anni di di servizio e per coloro che hanno già acquisito un percorso all’estero in attesa di validazione. Ecco, per queste due ultime tipologie abbiamo la possibilità di seguire corsi prevalentemente online infatti si è creata una querelle non indifferente rispetto a coloro che lo fanno attraverso il TFA sostegno. Parliamo di corsi tutti a pagamento, come anche quelli universitari classici e e comunque ecco, l’offerta formativa sicuramente non possiamo dire che è la stessa”.

“In presenza poi i ragazzi, i corsisti, spesso hanno possibilità di poter anche interagire con i professori, con anche i loro collaboratori, con i ricercatori, cosa che avviene con ovviamente maggiori difficoltà attraverso un percorso online. C’è da dire che ogni anno le università non statali telematiche, dicevamo prima, appunto, sono soggette a una conferma. Infatti a questo proposito, proprio per comprendere un po’ qual è la situazione dietro, non l’abbiamo detto, ma è chiaro, evidente, che c’è un business non indifferente e diciamo alcune di queste università telematiche sempre comunque legalmente riconosciute per assicurarsi o quasi la conferma per gli anni successivi hanno attivato una parte dei corsi in presenza in modo tale da poter poi, come dire proporsi sì come telematiche, ma anche attraverso queste modalità in presenza”.

“Tra l’altro ce ne sono alcune che garantiscono addirittura gratuitamente l’accesso ai corsi in presenza a patto che si abbiano determinate medie, a patto che si segua costantemente, ecco, e questa è una buona opportunità per i ragazzi che effettivamente potrebbero poi ritrovarsi tra le mani, insomma, un titolo di studio. Ecco, questo va anche detto che il titolo di studio a livello legale è equiparato a quelle statali”, ha concluso il direttore Giuliani.

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