Una nuova stretta normativa potrebbe presto intervenire sui reati commessi da minori di 14 anni, con un focus particolare sulla responsabilità diretta delle famiglie. Ad annunciarlo è il vicepremier Matteo Salvini, che, alla luce del recente episodio di violenza giovanile avvenuto a Massa, dove un uomo è stato aggredito barbaramente da un gruppo di giovani e ucciso davanti alla compagna e al figlio 11enne, propone misure anche di natura penale nei confronti dei genitori.
Nel dibattito emerge con forza anche il ruolo della scuola, chiamata sempre più spesso a fronteggiare comportamenti problematici degli studenti. Salvini, a Telelombardia, così come riportato da Adnkronos, ha citato esplicitamente il divieto di utilizzo degli smartphone in classe, sottolineando come si tratti di un passo importante ma non sufficiente: “Bene ha fatto il ministro dell’Istruzione a dire che in classe non si entra con il telefonino, però bisogna responsabilizzare le famiglie”.
La scuola, dunque, viene vista come un presidio educativo fondamentale, ma non autosufficiente. Secondo il vicepremier, non può essere lasciata sola nella gestione di fenomeni che nascono e si sviluppano anche al di fuori delle aule, spesso nel contesto familiare e nell’uso incontrollato dei social.
Il cuore della proposta riguarda proprio le famiglie. Salvini ha annunciato lo studio di una norma che possa colpire direttamente i genitori, anche sotto il profilo economico e penale: “Bisogna intervenire anche economicamente e penalmente a casa di quei genitori”.
E ancora: “Se il figlio fa casino a scuola o in manifestazione, pagano mamma e papà”.
Il ragionamento parte dalla convinzione che i genitori abbiano un ruolo determinante nell’educazione dei figli, anche rispetto all’uso della tecnologia: “Qualcuno ti compra l’ultimo modello di iPhone e qualcuno ti mette la password che ti permette di accedere a TikTok e Instagram. E quel qualcuno sono i genitori”.
Le dichiarazioni arrivano dopo episodi di cronaca particolarmente gravi, come l’aggressione mortale avvenuta a Massa. Salvini, in un post sui social, ha posto interrogativi diretti sul contesto familiare dei giovani coinvolti: “In che famiglie sono cresciuti, come sono stati ‘educati’, dov’erano i loro genitori mentre ammazzavano un papà davanti al figlio?”.
E ha ribadito con forza: “Non basta la scuola, non bastano telecamere e Polizia, bisogna dare responsabilità alle famiglie”.
La proposta allo studio punta a introdurre conseguenze più severe per le famiglie, con l’obiettivo dichiarato di prevenire comportamenti violenti e responsabilizzare maggiormente i genitori.
Come sintetizzato dallo stesso Salvini: “Devono risponderne loro. Questa è la norma che stiamo studiando”.
Il dibattito resta aperto, soprattutto sul delicato equilibrio tra responsabilità familiare, ruolo educativo della scuola e tutela dei minori.