“L’Italia è sempre stata all’avanguardia nel finanziamento all’Istruzione“: a dirlo è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara chiudendo l’evento all’Onu – organizzato da Italia e Nigeria – sul finanziamento della Global Partnership for Education.
Nel salutare gli studenti della scuola italiana di New York presenti nell’aula dell’Ecosoc, Valditara ha tenuto a dire che “sono il nostro presente e il nostro futuro”.
Nel corso della visita, scrive l’Ansa, Valditara è stato intervistato nel podcast degli studenti della classe V elementare, curato dalla docente Francesca Vicchio.
I docenti Beatrice Innocenti e Francesco D’Anna, hanno invece organizzato e seguito il programma della visita che ha concluso un’iniziativa educativa internazionale promossa dal Ministero che ha riunito studenti provenienti da istituzioni scolastiche italiane di diverse regioni d’Italia e studenti della scuola italiana di New York.
L’iniziativa Scuola Futura è nata con l’obiettivo di creare un’esperienza di apprendimento e collaborazione internazionale dedicata alla cultura italiana, alla scienza, alla creatività, all’innovazione e al dialogo tra Italia e Stati Uniti: hanno partecipato una ottantina di ragazzi provenienti da licei italiani che hanno lavorato assieme ai coetanei della scuola newyorchese in un progetto basato su una metodologia di learning by doing, nella quale gli studenti sono diventati protagonisti di attività di ricerca, collaborazione, sperimentazione digitale e produzione creativa, affiancati da un’équipe professionale composta da formatori, facilitatori ed esperti.
Ma quanto spende l’Italia per l’Istruzione? La risposta è contenuta nei dati nazionali, prodotti dall’Istat, a confronto con altri Paesi: ebbene, l’Italia dà all’Istruzione tra il 3,9% al 4,1% del Pil, contro un media UE collocata al 4,7%.
E la tendenza sarebbe in calo: basta dire che 25 anni fa la spesa pubblica per Scuola e Università, sempre rispetto al Prodotto interno lordo, era del 4,4%.
La mancanza di investimenti per l’Istruzione è anche alla base degli stipendi inadeguati del personale scolastico – oltre 1,2 milioni di dipendenti – dell’abbandono precoce degli studi, senza arrivare al diploma di Stato, e del modesto tasso di laureati, che rimane inferiore alla media dell’Unione Europea.
Anche a livello di spesa pubblica totale, l’istruzione in Italia non presenta percentuali confortanti: vale, infatti, solo il 7,3%, a fronte di una media europea del 9,6%.