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30.06.2026
Aggiornato alle 12:26

Valditara lancia un piano di mobilità, a partire 15mila docenti che saranno anche pagati: “È sette volte più grande di Erasmus”

Oggi, martedì 30 giugno, alle ore 11.30, presso la sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in Viale Trastevere 76/a (Roma), il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto alla presentazione del piano “Gli studenti italiani in Europa”, volto a rafforzare il ruolo internazionale del sistema scolastico italiano.

L’iniziativa prevede un programma di mobilità educativa e di formazione in Europa degli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado, finalizzato al potenziamento dello studio delle lingue.

Valditara presenta il Piano

Ecco cosa ha detto Valditara: “Ringrazio le Consulte per il contributo per le Nuove Indicazioni Nazionali. Hanno passato sabati e domeniche a lavorare sul documento, per suggerire al Ministero importanti indicazioni. Questa è la prima volta che le Consulte vengono coinvolte nella redazione delle Indicazioni”.

“Ritengo indifferibile il loro coinvolgimento a livello istituzionale. Oggi presentiamo il più grande piano di potenziamento linguistico mai presentato prima della scuola italiana, è sette volte più grande del Piano Erasmus. Si tratta non solo di lezioni di lingue ma talvolta di inserimento nelle classi per imparare materie insieme ad alunni stranieri”.

“Si tratta di partecipare a laboratori, project work di gruppo, visite aziendali, incontri con esperti, persino percorsi di tipo universitario, corsi intensivi. Abbiamo deciso di stanziare 420 milioni di fondi strutturali europei, che spesso non venivano spesi. Verranno coinvolti 150mila studenti del quarto anno delle scuole superiori”.

“Tutto viene pagato dal Ministero, vitto e alloggio, tutto. I criteri per selezionare gli studenti? Merito e indicatore ISEE. Le risorse saranno attribuite alle scuole, che dovranno fare selezioni. Con loro partiranno 15mila docenti italiani che saranno anche pagati per l’attività che svolgeranno. Il modello tipo è di due settimane, ma ci potranno essere anche percorsi lunghi sei mesi”.

“Si tratta di un piano di intervento per dare ai nostri giovani una conoscenza delle lingue e anche una conoscenza dei sistemi scolastici stranieri, un inserimento anche dal punto di vista formativo nei percorsi scolastici stranieri. Quindi è un grande piano pensare per gli studenti, per la internazionalizzazione della nostra scuola. Saranno circa un terzo ogni anno. È il più grande piano mai pensato per potenziare dal punto di vista linguistico, le competenze dei nostri giovani”.

Le iniziative del Mim

“Non si tratta solo di potenziamento linguistico, ma vere e proprie esperienze di internazionalizzazione. Insomma, un percorso che rientra nell’idea della scuola del merito che valorizza i talenti. Tutto si colloca nell’ambito di Agenda Sud e Nord. Abbiamo investito milioni per docenti tutor e orientatori, per la personalizzazione della didattica. Abbiamo voluto la filiera 4+2, una scuola moderna e innovativa. Abbiamo investito nelle materie Stem e nell’IA, abbiamo avviato il liceo matematico. Abbiamo formato quasi un milione di docenti sull’IA. Abbiamo coinvolto 3 milioni di studenti con la digitalizzazione”, ha concluso Valditara.

Addio gite, meglio programmi di mobilità?

Tutto accade mentre la maggior parte dei docenti non vuole più partecipare alle gite scolastiche in qualità di accompagnatori, ma ma si dice disposta a partire con i propri studenti più “bravi”, anche per viaggi lunghi e complessi, come i progetti Erasmus+: a dirlo, attraverso un sondaggio online della Tecnica della Scuola, sono tre docenti su cinque.

Il dato che emerge è molto interessante: anche se nemmeno in Erasmus+ i docenti ricevono un compenso per la trasferta effettuata, in questo caso cambia il gruppo di studenti che si accompagnano. E questo “particolare” sembra fare la differenza.

In Erasmus+, in effetti, partono quasi sempre solo alunni “selezionati”, con buoni voti soprattutto in condotta: non ci si aspetta, quindi, che vengano accompagnare classi scalmanate o poco interessate ai veri obiettivi del viaggio. Questo, probabilmente, è un incentivo che convince i docenti ad accettare la delicata funzione di accompagnatori.

La proposta di Erasmus+ stride con il modello delle “classiche” visite d’istruzione e gite scolastiche sempre più in declino: ben sette docenti su dieci, secondo un nostro recente sondaggio che ha avuto larga eco nella stampa nazionale, credono addirittura che vadano abolite. Il motivo? Le troppe responsabilità, oltre alla mancanza di un giusto compenso per i docenti accompagnatori dopo l’eliminazione della diaria.

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