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Aggiornato il 25.10.2025
alle 11:56

Valditara: “Legge di Bilancio? Ho ottenuto 265 milioni per gli Its. Classi piccole? No, ci vogliono più docenti”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha partecipato all’Education and Open Innovation Forum organizzato da Confindustria. Qui ha affrontato vari temi.

Intanto ha fatto un annuncio: “Voglio esordire con una bella notizia che farà piacere a molti: nella legge di bilancio sono riuscito a ottenere 265 milioni di triennio per gli Its. Questo è un investimento che avevo promesso al mondo dell’istruzione tecnologica superiore, un investimento importante che consente agli ITS di continuare quel percorso di crescita fondamentale per il mondo produttivo. Poi ci sono tante altre novità importanti: la riduzione del percorso a 4 anni, ma con un’attenzione forte alla qualità piuttosto che alla quantità. Adesso abbiamo investito risorse importanti per disseminare le scuole italiane, le regioni italiane, di campus, così come anche è partito il bando per questi grandi campus regionali. Abbiamo investito anche qua risorse significative che coinvolgono sempre il mondo delle impresa.

Intelligenza artificiale: il piano di Valditara

Poi il discorso è planato sull’intelligenza artificiale: “Abbiamo necessità di mantenere e rafforzare l’insegnamento tradizionale nei primi anni di vita scolastica del bambino. Ormai tutte le indagini internazionali dimostrano che soltanto carta, penna e libro sanno attivare tutte le aree cerebrali. Quindi noi abbiamo bisogno di persone che possano sviluppare la loro intelligenza e non farla regredire. Ed è per questo che è fondamentale che nel percorso si inizi sul metodo tradizionale di insegnamento. Poi però abbiamo la necessità di far sì che l’intelligenza artificiale si aggiunga all’intelligenza umana. Ecco perché abbiamo innanzitutto investito 2 miliardi e 100 milioni di euro per la digitalizzazione di tutte le scuole. Abbiamo ridotto il gap: da un device ogni sei studenti che c’era nell’anno scolastico 2021-22, ci stiamo avvicinando a un rapporto di uno diviso ogni due studenti”.

“Abbiamo necessità di saper utilizzare l’intelligenza artificiale. Ecco perché abbiamo messo nell’educazione civica le ore obbligatorie di insegnamento di formazione degli studenti a un uso corretto degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale. Abbiamo avviato un percorso con un investimento di 450 milioni di formazione degli insegnanti all’utilizzo delle nuove tecnologie. E, fra l’altro, siamo fra i primi paesi che hanno avviato, ancorché in via sperimentale, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per personalizzare la didattica. Questo è un passo in più. Devo dire che i primi risultati sono molto incoraggianti. Sono partite scuole dalla Calabria, Lazio, Lombardia, Toscana. Adesso ci sarà un investimento molto importante su Campania, ma anche poi Piemonte-Liguria. In Campania saranno coinvolti ben 15.000 ragazzi delle scuole superiori e abbiamo lanciato questa grande sfida a Napoli, questa prima volta mondiale, in questa 5 giorni in cui esperti da tutto il mondo, anche rappresentanti istituzionali, ma soprattutto 6.000 ragazzi e moltissimi insegnanti hanno ragionato su intelligenza artificiale e scuola. L’intelligenza artificiale viene utilizzata e verrà utilizzata sempre di più, per esempio, negli istituti tecnici, negli istituti professionali, perché lì è finalizzata proprio all’apprendimento delle metodiche, all’apprendimento dei percorsi formativi, quindi è molto molto indirizzata a una formazione professionale. L’intelligenza artificiale è un gioco con cui dobbiamo fare i conti in questi mesi, in questi anni, e ci fa parlare di progresso. Il progresso non si ferma, si può però educare, ma proprio a partire dalla scuola, a un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale.

La proposta di Valditara

“Ho una proposta che in parte è stata anche già realizzata, e cioè le scuole come anchor institutions, come momenti moltiplicatori dello sviluppo del territorio, come centri che servono a irradiare lo sviluppo, a far crescere il quartiere e più in generale il territorio. Abbiamo trasformato questa idea, questa visione, nei programmi di Agenda Sud e Agenda Nord, dove la scuola è aperta tutto il giorno, dove la scuola vede il confronto con le realtà del territorio, dove coinvolgiamo i genitori più fragili, perché anche qui è una vera e propria rivoluzione culturale quella di portare i genitori fragili a scuola per far sì che poi il bambino, il ragazzo, quando apprende delle competenze non le perda tornando a casa. E poi c’è il tema di una scuola vitale, di una scuola che sappia anche essere punto di riferimento d’estate per i giovani che non si possono permettere le vacanze”, questa la proposta del ministro.

Valditara ha concluso parlando di classi pollaio: “Bisogna fare molta attenzione perché c’è chi in modo molto superficiale pensa che il problema si risolva con classi piccole. Classi piccole sono fallite in Francia, lo ha dimostrato molto bene Invalsi nel suo studio: le classi piccole paradossalmente hanno rendimenti minori. Questo non significa andare verso le classi pollaio o le classi particolarmente numerose, ma la numerosità attuale è una numerosità corretta del sistema italiano. Bisogna semmai dotare le scuole di più insegnanti, più insegnanti in italiano di matematica, in modo che possano realizzare quel potenziamento all’interno della personalizzazione della didattica, quel potenziamento per quei ragazzi che sono più facili e magari anche per facilitare l’accelerazione di altri giovani, quindi nell’ottica di una personalizzazione della didattica sempre più accentuata”.

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