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Aggiornato il 09.02.2026
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Intelligenza artificiale a scuola, ma è utile chiedersi se sostituirà i docenti? Come usarla e le norme – FOCUS

Redazione

L’intelligenza artificiale sostituirà i docenti: quando si parla di strumenti come ChatGpt applicati alla didattica viene fuori sempre questa affermazione, che nasconde una certa paura nei confronti delle innovazioni tecnologiche. Ma sarà davvero così?

Il focus della Tecnica della Scuola

Forse chiederselo è poco utile. Al di là delle previsioni, può essere più utile concentrarsi al presente: l’IA c’è, esiste. I docenti, come qualunque novità che si insedia così prepotentemente nella società, prima o poi devono farci i conti. Ma a che punto siamo? Gli insegnanti la conoscono? Quali difficoltà? Si può davvero dire che gli alunni la usano solo per copiare? Quali questioni etiche? Qual è la normativa vigente?

La Tecnica della Scuola, con un focus dedicato, ha voluto confezionare una raccolta di strumenti utili per i docenti che vogliono fermarsi un attimo e riflettere sull‘IA, sulle conseguenze del suo uso nella didattica, sugli strumenti pratici per rapportarsi con alunni che la usano quotidianamente.

Il summit a Napoli: cosa ha detto sull’IA il ministro Valditara

Intanto, proprio in questi giorni, dall’8 al 13 ottobre, si è tenuto a Napoli il “Primo summit internazionale sull’Intelligenza Artificiale nella scuola” NEXT GEN AI promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del Campus itinerante “Scuola Futura”.

“L’introduzione dell’IA ha avuto un impatto positivo nel lavoro dei docenti. Vi voglio dare una notizia: proprio qui in Campania partirà un’altra grande sperimentazione. Partiremo con un programma in collaborazione con INVALSI parallelo a Agenda Sud: un miliardo di euro per far sì che gli alunni abbiano uguali opportunità”.

“La seconda notizia è l’avvio di un piano di formazione da 100 milioni di euro che coinvolgerà docenti e studenti di tutte le scuole, in attività laboratoriali da realizzare insieme per usare l’IA come supporto per potenziare le competenze”.

A settembre 2024 il ministro Valditara ha dichiarato, al Forum di Cernobbio aveva annunciato l’avvio di una sperimentazione in quindici classi, dell’IA. Lo scorso maggio Valditara ha detto chei primi risultati della sperimentazione sono estremamente incoraggianti“.

Intelligenza artificiale a scuola, al via la sperimentazione. La ds di uno degli istituti coinvolti: “Docenti e alunni pronti” – INTERVISTA

IA e formazione docenti: c’è ancora molto da fare

L‘Intelligenza Artificiale, insomma, è già arrivata in classe, ma il personale scolastico non si sente in grado di gestirla. Il 75% dei docenti europei infatti “non riceve ancora alcuna formazione relativa all’IA”. Malgrado ciò, il 71% di essi “pensa che l’accesso all’IA debba essere controllato, non vietato“. Quanto ai genitori, il 54% “teme che l’apprendimento dipenda troppo dall’IA”. È quanto emerge dal Report sul futuro dell’istruzione 2025, realizzato da GoStudent sulla base di un sondaggio effettuato su 12mila tra genitori, studenti e insegnati di tutta Europa.

Intelligenza artificiale, cosa dicono le nuove linee guida?

L‘Intelligenza artificiale è ormai entrata nelle scuole: a ratificarlo definitivamente il Decreto Ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025 con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso disponibili le “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale” nelle istituzioni scolastiche, allegate al provvedimento.

Le Linee guida sono state rese pubbliche dal Ministero il 1° settembre 2025. Il loro obiettivo principale è definire i principi di riferimento e i requisiti etici, tecnici e normativi che devono guidare l’introduzione strutturata, organizzata e governata dell’IA nelle scuole, con particolare attenzione alla gestione dei rischi associati. Questo approccio mira a promuovere un’IA antropocentrica, sicura, affidabile, etica e responsabile. Le finalità includono l’offerta di indicazioni per garantire la conformità alla normativa in materia di IA e protezione dei dati personali, incentivare l’uso uniforme dei sistemi IA in conformità con i valori europei e nazionali (come l’AI Act), e favorire la conoscenza sia delle opportunità sia dei rischi connessi all’uso dell’IA tra tutti gli attori coinvolti.

Intelligenza artificiale a scuola: DM 166/2025 e linee guida Mim: strumenti per dirigenti – GUIDA SCARICABILE

Il sondaggio Tecnica della Scuola – Indire: i dati

Lo scorso giovedì 13 marzo, presso Fiera Didacta Italia, sono stati presentati i dati dell’indagine sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa a scuola, condotta da INDIRE in collaborazione con “La Tecnica della Scuola, che ha coinvolto 1.803 docenti di ogni ordine e grado.

Alla presentazione hanno partecipato Alessandro Giuliani, direttore della Tecnica della ScuolaAluisi Tosolini, filosofo dell’educazione e i ricercatori INDIRE Samuele Borri, Samuele Calzone e Matteo Borri.

I risultati dell’indagine mostrano che oltre la metà degli insegnanti intervistati utilizza regolarmente strumenti di IA nelle proprie attività didattiche. In particolare, il 52,4% dichiara di servirsi dell’intelligenza artificiale per supportare la didattica, mentre il 10% la utilizza come strumento compensativo per studenti con difficoltà.

L’intelligenza artificiale si rivela utile anche per compiti non strettamente legati all’insegnamento: il 56,7% degli intervistati la usa per elaborare relazioni e progettazioni didattiche, mentre il 21,5% la sfrutta per redigere verbali di riunioni.

Intelligenza artificiale, come la usano davvero i docenti? L’intervista ad un prof di lettere

Per capire, concretamente, come i docenti utilizzano l’intelligenza artificiale, in contesti normali, non nelle classi in cui si fanno sperimentazioni particolari, abbiamo chiesto l’opinione di un docente di lettere di una scuola secondaria di primo grado, Giovanni Morello.

Ci ha raccontato che gli studenti, ovviamente, usano l’IA anche per copiare, ma gli insegnanti non tardano ad accorgersene. Ecco qual è stata l’esperienza del docente: “Mi è capitato di sentirmi proporre elaborati di un certo livello da parte di studenti che fino a quel momento non avevano avuto questo tipo di prestazioni. L’insegnante, ovviamente, lo vede subito. In effetti, il rito della verifica dei compiti svolti a casa, per esempio, va rivisto. Non ci si può limitare a dire: ‘Leggimi il tuo elaborato sulla lezione di ieri’. Quello che hanno scritto, se non mi convince molto in termini di effettiva paternità, non lo considero molto. La prova finale, per me, è quella orale, in cui loro cioè spiegano cosa hanno scritto, lo motivano e supportano con le loro considerazioni, i loro collegamenti e il loro linguaggio. In questo modo, il meccanismo del cheating (barare) si smonta immediatamente. L’elaborato scritto a casa, per me, non soddisfa in alcun modo il compito assegnato. Saper commentare personalmente l’elaborato svolto a casa soddisfa quel compito. Non meno di questo. Se risulta che è stato copiato, non è stato neanche svolto”.

Intelligenza artificiale, la scuola non è pronta

Stando al rapporto “Generazione AI. La nuova sfida della scuola” – realizzato dal think thank Tortuga e Yellow Tech – se uno studente chiedesse all’Intelligenza Artificiale quanto fa due più due, essa risponderebbe quattro. E tuttavia lo farebbe perché i dati le suggeriscono questa domanda, non sulla base di un ragionamento. Con calcoli più complessi andrebbe “decisamente peggio”, essendo più abile “nella comprensione di testi” che “negli esercizi quantitativologici“.

Un problema non da poco, anche perché il personale scolastico non è in grado di gestire l’IA. Secondo uno studio realizzato da GoStudent – sulla base di un sondaggio effettuato su 12mila tra genitori, studenti e insegnati di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Austria – il 75% dei docenti europei “non riceve ancora alcuna formazione relativa all’IA”. Malgrado ciò, il 71% di essi “pensa che l’accesso all’IA debba essere controllato, non vietato“. Quanto ai genitori, il 54% “teme che l’apprendimento dipenda troppo dall’IA”. La questione, insomma, è urgente.

Intelligenza artificiale, i rischi sono tanti: questioni etiche

Impossibile non pensare alle questioni etiche relative all’IA. Ma forse è tardi pensarlo dopo che praticamente ormai tutti la utilizzano? Ad approfondire questo aspetto è stato, in un articolo, Aluisi Tosolini, ex dirigente scolastico e filosofo dell’educazione.

Gli algoritmi sono una minaccia o un’opportunità? L’intervista ad Accoto

Per molti, dunque, gli algoritmi sono una minaccia, per altri possono rappresentare una grande opportunità. Quel che è certo è che sempre più persone li usano, e che il trend è destinato a crescere nel futuro. Tecnica della Scuola ha domandato al filosofo Cosimo Accoto – research affiliate presso il Sociotechnical Systems Research Center del MIT di Boston, tra i maggiori studiosi della trasformazione culturale delle tecnologie – quale sarà l’impatto dell’IA sull’istruzione, nel breve e nel lungo periodo.

I corsi della Tecnica della Scuola

La Tecnica della Scuola propone due webinar sul tema dell’intelligenza artificiale:

La diretta di Educazione Civica della Tecnica della Scuola

Di intelligenza artificiale si parlerà il prossimo 6 novembre in diretta con le scuole, dalle 11 alle 12, con Laura Biancato (esperta di innovazione didattica e per 30 anni dirigente scolastica) e Ivano Stella (esperto di intelligenza artificiale e didattica in un incontro dal titolo Intelligenza artificiale a scuola: come? Dallo smartphone vietato all’uso critico e consapevole dell’IA”.

I docenti che volessero seguire con la propria classe le lezioni di Educazione Civica in diretta sul canale YouTube della Tecnica della Scuola, possono compilare il seguente form:

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