BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
02.06.2026

Vannacci: torniamo alla scuola dura e selettiva, oggi l’educazione ai giovani la danno i docenti al posto della famiglia ‘liquida’ senza più valori

“Quello su cui dovremmo stare attenti è la famiglia, perché la famiglia che educa i ragazzi, è la scuola. Perché è la scuola che contribuisce all’istruzione e anche all’educazione di questi ragazzi e se non ci sono i campanelli d’allarme su questi ragazzi che effettivamente compiono questi gesti estremi, ebbene, la nostra società deve essere rivista”. A dirlo è stato Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, durante una sorta di comizio tenuto a Milazzo, in provincia di Messina.

Parlando con il cronista dell’Adnkronos sul divieto di accesso ai social per i ragazzi sopra i 15 anni e i metaldetector a scuola, su cui sta puntando il Governo Meloni, Roberto Vannacci si è detto assai perplesso: “Io penso che questi siano provvedimenti di contorno – ha commentato l’ex braccio destro di Matteo Salvini -: il problema che abbiamo distrutto la famiglia, l’abbiamo trasformata in qualche cosa di ‘liquido’: abbiamo detto che l’educazione doveva essere ceduta ai servizi per l’infanzia e questi sono i risultati”.

“Allora ritorniamo invece – ha proseguito Vannacci – all’educazione dove il padre e la madre impartiscono quelli che sono i principi, i valori e gli ideali della società della quale fanno parte. E poi ritorniamo a una scuola che sia dura e selettiva: oggi la scuola non prepara il cittadino di domani, non prepara il professionista di domani”.

Quindi, il leader di Futuro Nazionale ha detto che “c’è anche il problema degli assistenti sociali: come mai questi assistenti sociali non vengono informati dai professori che ci sono dei giovani che hanno dei problemi di socialità che poi sfociano in queste in questi comportamenti? Come mai ogni volta che c’è un problema nella scuola, ci sono i genitori che si vanno a lamentare dei professori invece probabilmente di prendersela con i figli, addirittura i genitori stessi picchiano i professori”.

E ancora: “Come mai gli studenti sparano a pallini ai professori e per qualcuno sembra un comportamento quasi normale? Allora rimettiamo le cose al proprio posto, riaddrizziamo questo mondo al contrario e facciamo capire ai giovani che a scuola ci si comporta in determinata maniera”.

Un paio di giorni fa, a Palermo l’ex generale leghista parlando della Sicilia aveva detto che “quest’isola ha dei grandissimi problemi legati alla sicurezza, alle infrastrutture, al lavoro, alla scuola, alla ricerca e all’immigrazione”. L’ex generale ha tenuto a dire: “I giovani mi seguono perché forse cercano un futuro diverso, quindi evidentemente il nostro movimento politico sta dando loro questa speranza. La Sicilia è la regione più grande dell’Italia ed è la regione che, più di ogni altro posto, esprime quelle che sono le difficoltà di questa nazione”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate