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Prima Ora | notizie del 25 agosto

25.08.2026
Aggiornato alle 11:19

Vince il concorso docenti a 23 anni, la storia di un’insegnante di musica di Lamezia Terme: “Per me è una missione”

L’insegnamento non è semplicemente una professione: è una missione. In un periodo storico che mette a dura prova le certezze dei più giovani, educare significa prepararli alla vita, fornendo loro competenze e spirito critico per affrontare le difficoltà che incontreranno lungo il percorso”. Sono le parole di Aurora Duraccio, di Lamezia Terme, che a soli 23 anni ha vinto il concorso docenti 2025/26.

Duraccio ha conquistato una cattedra a tempo indeterminato per l’insegnamento dell’educazione musicale nella scuola secondaria di primo grado. “Sono molto emozionata”, spiega a Tecnica della Scuola. “Tra pochi giorni prenderò servizio, coronando un percorso fatto di studio, sacrifici e una profonda passione per la musica. Sono sicura che sarà una splendida esperienza, darò il massimo“.

Dal conservatorio alla scelta dell’insegnamento

Il percorso musicale della docente – che dalla graduatoria di merito risulterebbe la più giovane in assoluto tra i vincitori di concorso della regione Calabria, e tra le più giovani in Italia – nasce al Conservatorio, dove ha conseguito il Diploma di Fisarmonica, al termine di un percorso decennale, ed è proseguito negli anni successivi con il Diploma Accademico di primo livello in Canto Pop.

Una formazione articolata, insomma, arricchita anche dalla pittura e dalla scrittura di poesie, racconti brevi e testi per canzoni. A questa preparazione artistica si aggiungono le esperienze nel volontariato e nell’Azione Cattolica Giovani e Ragazzi, che hanno contribuito alla sua crescita umana e relazionale. Una dimensione, quella umana, che Duraccio ritiene importante anche rispetto al rapporto con gli studenti.

“Anche una nota stonata può diventare musica”

“Oggi, per i ragazzi, mostrarsi per ciò che si è realmente è diventata un’impresa complessa“, spiega la neo-docente. “I social media possono offrire grandi opportunità, ma allo stesso tempo rischiano di alimentare modelli irrealistici e una percezione distorta della realtà. In questo contesto, l’autenticità può diventare difficile da preservare e la fragilità può essere vissuta come qualcosa da nascondere“.

L’insegnante, per Duraccio, non deve solo trasmettere nozioni. “La scuola deve contribuire alla formazione della persona. Deve costruire ponti, non alzare muri”. La musica, conclude, può essere uno strumento educativo privilegiato. “Tramite essa, i ragazzi comprendono che il valore di una persona non risiede nell’immagine, ma nell’autenticità. Anche una nota stonata, nel giusto contesto, sa farsi musica”.

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