“Non può essere legittimo portare i coltelli nelle scuole, non può essere legittimo sfasciare le nostre città durante cortei”. È uno dei passaggi centrali dell’intervento del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso della manifestazione della Lega che si è svolta oggi a Milano.
Il ministro ha rivolto “un affettuoso saluto a tutto il personale della scuola, che lavora per il futuro dei nostri giovani”, quindi si è concentrato in particolare sul tema della sicurezza. “Dobbiamo ridare valore alla responsabilità individuale, perché chi sbaglia deve rispondere dei propri errori. Ringrazio la maggioranza in Senato che, nonostante l’ostruzionismo dell’opposizione, ha approvato il nostro decreto sicurezza, perché non deve essere legittimo portare coltelli nelle piazze e nelle vie”.
Un passaggio è stato dedicato anche al tema identitario. Valditara ha ribadito che le tradizioni nazionali non sono negoziabili, individuando in “Atene, Roma e Gerusalemme” i pilastri fondamentali dell’Occidente. Questo sentimento si traduce in un “sano patriottismo” che rifiuta il nazionalismo aggressivo e ripudia la guerra, preferendo “l’amore per le proprie radici e il rispetto per i sacrifici compiuti dagli avi per donarci la nazione. La difesa della patria, composta da comuni storici e regioni senza pari, è stata richiamata come un sacro dovere costituzionale“.
Sempre in tema di identità, il titolare dell’istruzione si è scagliato contro “asterischi, o generi neutri che non sono né uomini né donne, ma che offendono la dignità degli uomini e delle donne”, definendoli un’offesa alle persone. Il Ministro ha poi esortato l’Europa a non limitarsi a “regole, burocrazie oppressive”, ma a riscoprire i propri valori per avere un futuro solido. “Torniamo ad essere orgogliosi di chi siamo stati”, è stato l’appello finale del titolare dell’istruzione, “di chi dobbiamo saper essere ogni giorno, di chi vogliamo rimanere anche nel nostro futuro, nel futuro dei nostri figli e di chiunque verrà dopo di noi”.