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Vivere come giocare

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Diversi nuovi giochi virtuali prevedono il coinvolgimento di soggetti le cui relazioni sono governate dalle stesse regole presenti nelle relazioni vissute nel mondo reale, con modalità comunicative talvolta perfettamente sovrapponibili fra i due mondi.
Nature ha dedicato un articolo ad alcuni scienziati dell’Università di Stanford impegnati a comprendere quali siano le regole sociali di una comunità virtuale. Un gruppo di studenti, guidato dallo psicologo Nick Yee, ha messo sotto esame il gioco online Second Life, da poco al centro di uno scandalo a causa di un problema di sicurezza.
Le interazioni sociali all’interno di una ambiente virtuale come Second Life – afferma Yee nella sua ricerca – sono regolate dalle stesse regole di una società reale, basata sulle relazioni interpersonali“. Studiando il comportamento di più di 1600 giocatori di Second Life, Yee ha registrato le modalità comunicative degli avatar digitali.
Second Life, comunità virtuale tridimensionale on-line creata nel 2003, , offre agli oltre 1.500.000 utenti di tutto il mondo un ambiente virtuale particolarmente “reale”, dove ogni giocatore può creare personaggi che vivono in un mondo parallelo. “Anche in questo ambiente artificiale – rivela Yee – gli avatar si scambiano occhiate ed applicano la cosiddetta disattenzione civile, un concetto essenziale della sociologia contemporanea”. Anche la più anonima e fugace delle relazioni, infatti, quale potrebbe essere un incontro in strada con un estraneo, rappresenta un’interazione piuttosto complessa, fitta di messaggi. Due sconosciuti si avvicinano, si guardano, stabiliscono tramite movimenti quasi impercettibili che lato della strada ciascuno seguirà e, quando si incontrano, abbassano lo sguardo.
Secondo gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista CyberPsychology and Behaviour, ciò vuol dire che gli scienziati sociali possono utilizzare modelli virtuali come Second Life per condurre analisi empiricamente valide. In effetti, molti comportamenti nel mondo digitale hanno piena corrispondenza con i comportamenti agiti nel mondo reale. Alcuni concetti fondamentali per le società umane, però, pare non trovino riscontro nel mondo di Second Life: fra questi quello di morte. 

Secondo l’articolo pubblicato su Nature, ci sono sempre più scienziati sociali interessati a studiare da vicino gli universi artificiali nati su Internet. Si tratta soprattutto di economisti: Second Life, infatti, gode di un mercato interno di proprietà mobili ed immobili, capace di generare scambi fino a oltre 320mila euro giornalieri. L’iscrizione al gioco è gratuita, anche se è obbligatorio essere maggiorenni. Obbligo che, per la verità, è anche abbastanza facile eludere.