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12.09.2025

World Food Programme, 80 milioni di studenti aderiscono alla mensa gratuita negli ultimi anni

Secondo un’analisi del World Food Programme, istituzione affiliata all’ONU che si cimenta nella distribuzione di derrate e riserve alimentari a livello globale e nella gestione di crisi (carestie dovute a problematiche agricole o calamità naturali), altri 80 milioni di studenti a livello globale hanno aderito a programmi mensa nei rispettivi paesi senza costi aggiuntivi per le famiglie di provenienza. Tale indicatore, che rientra in un’ampia ricerca e confronto di dati a livello territoriale, si configura nei parametri di povertà relativa e moderata: riesce a farci comprendere quante famiglie in più rispetto ai valori già presenti tutto il mondo, per gli ultimi cinque anni, siano di fatto in difficoltà nel garantire un pasto in più durante la giornata. Tale report, consegnato alle Nazioni Unite e diffuso sulle maggiori testate internazionali, disegna uno scenario preoccupante: l’allocazione delle derrate alimentari a livello globale risulta sempre più difficoltosa a causa dei macroconflitti in corso, e le famiglie dispongono di sempre meno risorse per garantire l’alimentazione di tutti i membri. Anche la pandemia e le rispettive misure di contenimento hanno influito sulle capacità economiche delle famiglie.

L’analisi

Un nuovo rapporto del WFP, The State of School Feeding Worldwide 2024, conferma che i pasti a scuola non sono più solo un aiuto straordinario, ma una componente sempre più centrale delle politiche pubbliche. Rispetto al 2020, quasi 80 milioni in più di bambini ora ricevono un pasto scolastico tramite programmi guidati dai governi, portando il totale globale a 466 milioni di bambini raggiunti. Questo rappresenta un incremento del 20 per cento in solo quattro anni.  L’espansione è particolarmente rapida nei paesi a basso reddito, dove in appena due anni si registra un aumento di copertura del 60 per cento. Il continente africano emerge come protagonista: fra il 2022 e il 2024, 20 milioni di bambini in più in Africa subsahariana usufruiscono di pasti scolastici nazionali, grazie alle iniziative in paesi come Kenya, Madagascar, Etiopia e Rwanda. 

Rapporto con economia locale ed Indice di Sviluppo Umano

Sul fronte dei finanziamenti, la spesa globale per programmi scolastici di alimentazione è più che raddoppiata in quel lasso di tempo: da 43 miliardi di dollari nel 2020 a 84 miliardi nel 2024. Quasi il 99% di questo impegno economico proviene dai bilanci nazionali, segnale della crescente proprietà locale di queste politiche.  Oltre al semplice “nutrire”, i pasti scolastici funzionano come leva per sostenere l’educazione — migliorando frequenza, attenzione e rendimento scolastico — e per sostenere l’economia locale: l’approvvigionamento locale del cibo contribuisce a sostenere piccoli agricoltori e creare posti di lavoro nelle comunità. Sono evidenziati ritorni economici molto rilevanti: ogni dollaro investito in questi programmi produce ritorni che vanno da 7 a 35 dollari in benefici diffusi (non solo salute, ma educazione, occupazione, stabilità sociale). In Italia il servizio mensa presenta costi differenziati in base al reddito ISEE. A seguito del limitato aggiornamento degli scaglioni di percezione reddito e contributivi, il costo dei pasti assume dimensioni importanti anche per le famiglie a reddito medio, sempre più in difficoltà, in quanto esentate da reali agevolazioni, a garantire uno stile di vita coerente con il benessere per i giovani membri, anche a scuola.

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