Home Politica scolastica 1.238 progetti al concorso “Scuole innovative”

1.238 progetti al concorso “Scuole innovative”

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  • GUERINI

Il bando internazionale per selezionare idee sulle “scuole innovative”, lanciato dal Miur lanciato a maggio scorso e scaduto il 31 ottobre, ha raccolto 1.238 proposte, variamente distribuite tra i 51 siti (in 16 regioni) indicati da Comuni e Province.

Ora la selezione proseguirà, scrive Il Sole 24 Ore, con l’obiettivo di selezionare un solo progetto per ciascun sito, per realizzare appunto delle scuole-modello sotto il doppio profilo dell’architettura e della didattica e che siano anche punti di riferimento per il quartiere, luoghi di socializzazione e aperti a funzioni extrascolastiche.

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Tra le proposte internazionali si contano 21 progetti provenienti da 13 Paesi, dalla Francia (4) e dalla Svizzera (2) – patria dei concorsi – fino al Messico (1) e Brasile (1), mentre disomogenea la distribuzione delle preferenze dei progettisti con il record su base regionale appannaggio della Toscana, con 153 proposte per i tre siti di Follonica, Poggibonsi e Lucca. Ultima la Liguria, con 22 proposte per l’unica scuola di Albenga.

Il concorso ha intercettato anche i territori colpiti dal sisma come il Comune di Corciano, dove si contano 34 proposte.

 

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«L’alto numero di proposte presentate – scrive Il Sole 24 Ore riportando quanto dice la ministra Giannini – testimonia l’interesse della collettività e degli esperti di settore per questa innovazione. Le 51 scuole innovative saranno scuole all’avanguardia, sostenibili. Con spazi didattici a misura di studente, ad alta prestazione energetica, con aree verdi fruibili. Scuole belle, attrattive che favoriscano l’apprendimento e l’apertura all’esterno, che diventino punti di riferimento per il territorio».

«Continuiamo a investire in edilizia scolastica e passo dopo passo questi investimenti prendono corpo sotto gli occhi di tutti – aggiunge Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione -. E continuiamo a farlo non dimenticando le esigenze degli studenti, cioè mettendo risorse per la sicurezza degli istituti».