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A Forza Italia piace il costo standard per alunno che premia le scuole più “efficienti”

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Raccoglie consensi la proposta di costo standard per alunno, contenuta nel testo “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato”.

Nel testo, scritto da Monia Alfieri, Marco Grumo e Maria Chiara Parola, si auspica l’avvio di “un costo standard virtuoso e “di sostenibilità” per le scuole pubbliche italiane, statali e paritarie”: la sua introduzione nella scuola italiana, secondo i ricercatori dello studio empirico, farebbe risparmiare ben 17 miliardi di euro l’anno, ben 54 in un quinquennio.

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Il modello presuppone che le scuole migliori, con più iscritti, siano in qualche modo premiate. Mentre quelle meno “efficienti”, con meno allievi, rischierebbero la chiusura. Quindi si tratterebbe, in sostanza, anche di un nuovo dimensionamento. Solo che la regola varrebbe sia per le scuole statali sia per quelle paritarie. Ma non è detto che quelle in difficoltà vengano affossate, perché questa ipotesi di costo standard tiene comunque “conto delle forti differenze strutturali esistenti a livello regionale”.

 

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Di sicuro, il modello piace anche Elena Centemero deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia. Perché, spiega, “mentre si parla molto si spending review, si parla troppo poco di come migliorare la qualità del nostro sistema di istruzione e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse disponibili. La nostra proposta, avanzata già da tempo, è l’applicazione al sistema educativo del costo standard per alunno, strumento imprescindibile per liberare risorse e per realizzare finalmente la libertà di scelta educativa delle famiglie”.

“Con l’applicazione del costo standard – dice ancora la responsabile Scuola di FI – si potrebbero arrivare a risparmiare 17 miliardi di euro, migliorando il servizio offerto agli studenti. Per questo, Forza Italia insisterà affinché – conclude Centemero – venga recepito un principio fondamentale per la nostra scuola”.

 

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