La Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 5 anni e mezzo di reclusione per un ex collaboratore scolastico di un istituto superiore di Como, ritenuto responsabile di abusi sessuali su due studentesse della scuola. Con la sentenza, che chiude un iter giudiziario avviato nel 2024, l’uomo lascia gli arresti domiciliari e finisce in carcere, dove sconterà il resto della pena.
Come riportato da Repubblica, gli episodi risalgono al marzo 2024, quando una studentessa allora quindicenne aveva confidato a un amico, via messaggio, quanto avveniva con il bidello nelle aule prima delle lezioni, in biblioteca e durante l’intervallo. Che qualcosa non andasse se ne era accorta anche una collaboratrice scolastica, che aveva trovato la ragazza in lacrime in bagno. Il racconto era arrivato in poche ore a una professoressa e poi ai vertici dell’istituto, che avevano immediatamente allertato i carabinieri.
Le accuse si erano presto allargate: alla prima, più grave, riferita alla quindicenne, se ne era aggiunta una seconda per un palpeggiamento ai danni di una diciassettenne dello stesso istituto. Nell’aprile 2024 era scattato l’arresto su ordinanza di custodia cautelare per l’uomo, oggi 66enne. Le indagini della procura di Como avevano riguardato anche l’accusa di aver mostrato video espliciti a ragazzi minori di 14 anni, contestazione dalla quale l’uomo era stato però scagionato.
In primo grado, con il rito abbreviato, era arrivata una condanna a 5 anni e mezzo di reclusione, comprensiva dello sconto di pena previsto dal rito; la pena è stata poi confermata in appello e ora dalla Cassazione. In tutti questi anni, né l’imputato né la sua difesa hanno mai replicato pubblicamente alle accuse: solo davanti al giudice per le indagini preliminari l’uomo aveva respinto le contestazioni, sostenendo di aver scambiato con gli studenti soltanto messaggi affettuosi, una versione che non è bastata a evitargli la condanna.