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Abuso dei mezzi di correzione e maltrattamenti: i reati commessi dai docenti

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Insegnanti spesso al centro di bufere mediatiche a causa di maltrattamenti o eccessi ai mezzi di correzione. Ma quali sono i reati?

Abuso dei mezzi di correzione

I docenti non hanno solo il compito di spiegare la lezione e valutare gli alunni, ma fra i propri doveri c’è anche quello di educatore. Ruolo che spesso viene a mancare negli episodi di violenze e maltrattamenti, episodi che si verificano per lo più nella scuola dell’infanzia o primaria.

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Ma non si può parlare sempre di maltrattamenti: infatti, è necessario distinguere fra maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione, quest’ultimo più diffuso e meno grave giuridicamente parlando.

Pertanto, il docente dovrà correggere il minore, utilizzando la nota disciplinare o convocando i genitori per richiamare il ragazzo e segnalarne i comportamenti sbagliati.
Inoltre, potrebbe decidere il docente di assegnare compiti di “punizione” per stimolarlo a recuperare. Ma l’insegnante non può certo umiliare il proprio studente.

In questo caso, si commette il reato di abuso di mezzi di correzione. Come riporta La legge per tutti, commette il reato di abuso di mezzi di correzione o disciplina l’insegnante che abusando del proprio ruolo e dei propri compiti assume un comportamento con lo studente tale da poter generare il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente dell’alunno. Se la maestra di turno compie questo reato, rischia la condanna alla reclusione fino a sei mesi.
Questo per sottolineare che il fine ultimo che persegue il docente non può giustificare i mezzi.

Maltrattamenti e violenza

Ma come abbiamo scritto in precedenza, esistono reati commessi da parte di docenti che diventano molto gravi, ovvero stiamo parlando di maltrattamenti e violenze nei confronti dei propri alunni.
Il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, viene applicato anche agli insegnanti, dal momento che gli gli alunni minori sono affidati a loro per ragioni educative, istruttive e di vigilanza.
Quindi, si legge anche ancora sul sito La Legge per tutti, se il docente vuole riprendere un ragazzo intemperante o correggerne le carenze nello studio non può certamente fare uso della violenza fisica, ad esempio con urla esagerate o con percosse di vario genere (tra le tante, ad esempio, le tirate di capelli). Se l’insegnante supera questo limite rischia una condanna da due a sei anni.

Questo discorso ovviamente non contempla gli episodi di violenza e maltrattamenti nei confronti di docenti. Se sono gravi e difficili i casi di insegnanti maltrattati da alunni, è ancora più grave il caso, purtroppo sempre più diffuso, di genitori che in difesa dei propri figli, arrivano a picchiare i docenti, che ricordiamo, sono dei pubblici ufficiali.