Home Università e Afam Accesso a medicina, si cambia. Fedeli: prove al computer

Accesso a medicina, si cambia. Fedeli: prove al computer

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È “urgente” procedere a “semplificare e a rendere più snella la prova nazionale di accesso a Medicina”, che tanto fa discutere.

Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, attraverso le linee programmatiche del suo dicastero depositate in Parlamento.

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La necessità di modifica, caldeggiata dagli studenti ma anche da alcuni sindacati dei medici, è evidente anche al responsabile del Miur.

“Si potrebbe studiare la possibilità – ha detto – di espletare le prove presso le sedi universitarie in via informatica, così come è stato fatto per l’accesso alle Scuole di specializzazione in medicina”.

Sempre rimanendo in materia di Medicina, Fedeli ha sottolineato che è stata ultimata la revisione del Regolamento (n. 445/2001) relativo all’accesso all’esame di stato per Medico chirurgo al fine di un’abbreviazione dei tempi per l’accesso all’esame di stato, portando il trimestre del tirocinio all’interno del corso di laurea magistrale in Medicina e a una semplificazione della procedura attualmente prevista con l’eventuale ausilio di metodi informatici.

 

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Le associazioni studentesche per la verità chiedono proprio l’abolizione dei test per Medicina, perché, a parere dell’Udu – quella che avviene è una selezione che di fatto si basa su elementi aleatori, e su cui incidono fortemente una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con la capacità e la volontà del candidato di affrontare un determinato corso di studi.

Il Codacons più volte ha sottolineato che i test di ammissione non hanno alcun rapporto con il reale fabbisogno di medici e dentisti nel nostro paese, ed esistono solo perché le università italiane non possono accogliere tutti gli studenti che ne fanno richiesta. E pure l’Anaao Assomed, il sindacato dei medici dirigenti, in occasione dell’ultima tornata di test, ha evidenziato che la formazione dei medici “rimane un buco nero che rischia di ingoiare il futuro non solo delle nuove generazioni, ma anche del Servizio Sanitario Nazionale”, producendo schiere di futuri medici “inoccupati o disoccupati”. Il tema è da parecchio tempo all’attenzione del Miur.

L’ex ministro Giannini, ricorda l’Ansa, pur volendo preservare il numero programmato, era orientata a introdurre un modello simile a quello francese: l’accesso alla facoltà di Medicina diventerebbe libero senza dover sostenere nessun test d’ingresso; a fine anno però gli studenti dovrebbero passare un super esame di sbarramento.