È iniziato davanti alla Corte d’Assise della Spezia il processo per l’omicidio avvenuto lo scorso 16 gennaio all’interno di un istituto tecnico. Un ragazzo di 19 anni, studente di origini marocchine, è accusato di aver ucciso con una coltellata il compagno di scuola, appena maggiorenne, di origini egiziane. La Procura contesta l’omicidio aggravato da motivi abbietti e futili: l’imputato rischia l’ergastolo.
Come abbiamo riportato, l’aggressione è avvenuta all’ingresso di un’aula scolastica, scaturita da una disputa sentimentale. Secondo quanto ricostruito dalla Procura e riportato dal Secolo XIX, la vittima aveva in precedenza tentato di avvicinarsi alla fidanzata dell’imputato: una “mancanza di rispetto” che avrebbe innescato la reazione violenta. Il ragazzo aveva portato a scuola un coltello da cucina di 33 centimetri, acquistato appositamente in un negozio del centro. Nel suo interrogatorio ha dichiarato di aver lasciato l’aula durante la verifica di matematica con la scusa di andare in bagno, di aver raggiunto il corridoio dove si trovava il compagno e di non ricordare con precisione la dinamica dell’accoltellamento: “Volevo ferirlo alla gamba, ma l’ho colpito alla pancia”. La vittima ha corso verso un’altra aula prima di accasciarsi. I familiari si sono costituiti parte civile. Il pubblico ministero ha chiesto il giudizio immediato, ritenendo il quadro accusatorio già sufficientemente definito.