Oggi abbiamo parlato di quanto accaduto in una scuola superiore abruzzese, mercoledì 27 maggio, si è consumata un’altra aggressione ad un prof, stavolta messa in atto da ben quattro alunni che hanno spinto il proprio docente e gli hanno fatto sbattere la testa sul muro.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sentito la preside della scuola in cui si è consumato l’episodio. Si è informato sulle condizioni del professore aggredito, ha chiesto alla dirigente di esprimergli la sua personale vicinanza, solidarietà e forte incoraggiamento. Ha apprezzato la linea della severità adottata dalla scuola che ha deciso di denunciare gli autori della inqualificabile aggressione e di prendere provvedimenti disciplinari rigorosi.
Il Ministro ha altresì dichiarato: “Va ripristinato il rispetto della autorità dei docenti, non vi può essere nessuna indulgenza verso i violenti. La scuola è il luogo della educazione e del rispetto non della prevaricazione e della prepotenza”.
Tutto è avvenuto alle 12.20, quando il professore aveva terminato la lezione. A quanto pare in quella giornata il docente aveva in programma un’interrogazione. Conclusa la valutazione orale, si è alzato e ha fatto per raggiungere la porta, ma quattro studenti di 14 anni gli si sono parati davanti. “Questi ragazzi non mi consentivano di uscire”, ha spiegato l’uomo, come riportato da Il Messaggero. “In parte stavo girato. Poi ho sentito una spinta più forte che mi ha fatto perdere l’equilibrio e sono finito frontalmente contro il muro dove ho sbattuto la testa”.
“Qualcuno voleva recuperare delle gravi insufficienze. Io però avevo spiegato loro che a fine anno sarebbe stato difficile. E glielo avevo detto”, ha riferito il professore. Come se ciò non bastasse, oltre all’aggressione, a far male è anche il fatto che nessuno degli altri studenti sia intervenuto. Spintonato e frastornato dopo il colpo alla testa, il docente è riuscito a lasciare la classe. In suo soccorso è poi arrivata l’insegnante di sostegno. Lo stesso pomeriggio dei fatti si è recato al pronto soccorso e lì gli hanno diagnosticato lesioni alle cartilagini del naso con una prognosi di 8 giorni.
Nessuno degli studenti si è ancora scusato per quanto fatto, né lo hanno fatto i genitori. Soltanto la scuola si è fatta sentire, manifestando piena solidarietà al professore, che ha deciso di denunciare: “Ormai molte famiglie hanno perso autorevolezza e capacità di educare. La scuola è messa in mezzo. Le classi sono numerose. Si lascia correre tutto e negli studenti passa il messaggio che possano fare ciò che vogliono”, ha dichiarato il professore. “È per questo che ho deciso di denunciare. Violare le norme comporta delle conseguenze”.
“Per me è stata una cosa totalmente inaspettata visto che oltretutto ho sempre avuto molta empatia con gli studenti, grande ascolto”, ha concluso il docente.
Sempre la scorsa settimana c’è stato un altro tentativo di aggressione, sempre ai danni di un docente, da parte di uno studente, a San Vito Lo Capo, nel trapanese.
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe cercato di aggredire il docente davanti ai compagni di classe”, scrive l’agenzia. “L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram. Dalle indagini emergono dettagli ritenuti particolarmente inquietanti dagli investigatori.
“All’inizio ho pensato a uno scherzo, poi quando l’ho visto venirmi incontro con due coltelli ho capito che faceva sul serio. L’ho bloccato e ho chiesto aiuto. I colleghi che erano in altre aule sono accorsi e l’hanno disarmato”, queste le parole del docente di tecnologia aggredito.