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24.09.2026

Alunni stranieri, Salvini: “Se non parlano italiano è un problema per loro, per gli altri bimbi e per le maestre”

Tetto massimo di studenti stranieri e del divieto di burqa: questi provvedimenti dovrebbero essere contenuti in un decreto presentato in Consiglio dei Ministri oggi, 24 settembre, alle 16:30. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, alla trasmissione Cinque minuti di Bruno Vespa ieri, 23 settembre.

Ecco le sue parole: “Abbiamo 34mila classi in Italia con più di un terzo degli alunni stranieri. Se non parlano italiano è un problema per loro, per gli altri bimbi e per le maestre. Non si può spiegare matematica o geografia se non si sa parlare italiano”.

“La sinistra vuole le classi ghetto”. Ci saranno deroghe? “L’obiettivo è che tutti partano dalla stessa condizione, italiani o stranieri”, ha risposto Salvini.

Tensione tra Palazzo Chigi e il Colle?

Al momento, però, pare ci sia tensione, soprattutto dopo le parole pronunciate, all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice il 21 settembre, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la risposta della premier Giorgia Meloni.

Anche Sergio Mattarella “redigeva circolari” che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nelle stesse classi: sono passati più di 35 anni da quando il Capo dello Stato era ministro dell’Istruzione. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante ‘Porta a Porta’, su Rai Uno, ospite di Bruno Vespa per replicare al Presidente della Repubblica che aveva inveito contro le “scuole ghetto”, perché “la scuola deve stabilire legami, aiutare a rendere più sicure le comunità, a unire e non a lacerare”.

Come riporta Il Corriere della Sera, Mattarella avrebbe chiesto saggezza e buonsenso e il Governo avrebbe risposto con la promessa di deroghe. Il ministro Valditara ha confermato la tabella di marcia: “Sarà un decreto legge, perché urge intervenire da quest’anno e quindi entrerà direttamente in vigore”.

Tra Palazzo Chigi e il ministero si lavora di lima. E sul Colle si aspetta: “Il presidente non ha ancora visto il testo nella sua interezza”. Le interlocuzioni tra presidenza del Consiglio, Istruzione e uffici giuridici del Quirinale però vanno avanti da giorni.

L’imperativo è che le norme siano “realizzabili” e che il decreto non neghi il diritto fondamentale all’istruzione: rischio destinato ad aumentare se il governo si impuntasse e scrivesse regole draconiane, rigide e intransigenti. Al Quirinale si sono chiesti, ad esempio, come applicare il tetto del 30% in una scuola che fosse l’unica su una piccola isola e che avesse come alunni, per dire, dieci bambini italiani e venti nordafricani. Un problema che potrebbe presentarsi con caratteristiche simili in molti quartieri periferici di città, ad alto tasso di stranieri. Si comprende allora la richiesta di essere “ragionevole, rivolta a Valditara. 

L’avviso del Colle è non fare norme che potrebbero allentare i rapporti con le famiglie o allontanare ragazzi e bambini immigrati dalle scuole: sarebbe il contrario dell’integrazione.

Secondo La Repubblica, c’è una sola certezza: un testo sulla scuola approderà oggi in consiglio dei ministri. Il resto è avvolto da nebbia fitta. 

Cosa prevederà il decreto?

Come ricorda La Repubblica c’è una norma, quella sul divieto di mascheramento e travisamento, già presente nella legge Reale del ‘75, nata negli Anni di piombo. Il Governo vuole riscriverla eliminando i “giustificati motivi” religiosi e culturali per derogare alla norma. E la Lega ragiona sulla possibilità di revocare il permesso di soggiorno a chi, a quel punto, non dovesse più mandare le figlie a scuola.

Le novità

Tra le altre riforme annunciate c’è anche la possibilità di estendere la denominazione di “liceo” agli istituti tecnico-professionali, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare questi percorsi e ribadire la loro pari dignità rispetto agli altri indirizzi scolastici.

Il sondaggio della Tecnica della Scuola

La Tecnica della Scuola chiede ai propri lettori un’opinione sull’argomento e, cioè, se secondo loro il tetto del 30% per gli studenti stranieri (per classe) è una soluzione che possa risolvere davvero l’integrazione a scuola degli alunni stranieri, in tal modo favorendo il loro inserimento e l’apprendimento della lingua italiana.

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