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01.10.2026
Aggiornato alle 16:02

Alunni stranieri, Valditara al Senato: “Mai era stato fatto tanto per una reale integrazione”

Si sono tenute oggi, giovedì 1° ottobre al Senato, interrogazioni a risposta immediata al Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.

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Interventi per garantire un’effettiva integrazione degli alunni di origine straniera

La risposta di Valditara: “Le nostre misure puntano a una vera integrazione scolastica in linea con gli orientamenti dell’OCSE e si inseriscono in una strategia più ampia che abbiamo portato avanti nel corso dell’intera legislatura. Penso innanzitutto all’introduzione del docente di italiano per stranieri nelle classi con un’alta concentrazione di studenti stranieri neoarrivati: è la prima volta, non è mai stato fatto prima”.

“Per rispondere a chi ha voluto far credere che, dopo aver assunto questi docenti, noi li avremmo già tagliati, preciso che questi docenti non sono diminuiti, ma sono diminuite le classi che rientrano nella quota prevista dalla misura. La legge è molto chiara da questo punto di vista: infatti, le classi con più del 20% di studenti stranieri neoarrivati sono oggi meno delle 1.000 del primo anno di applicazione della norma”.

“Insieme all’introduzione di questi docenti, abbiamo stanziato anche 13 milioni di euro per il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano con Agenda Sud e Agenda Nord. Abbiamo poi previsto complessivamente più di un miliardo di euro per contrastare la dispersione scolastica e ridurre i divari territoriali, portando più tempo a scuola, più docenti e più attività di potenziamento in quelle scuole”.

“Abbiamo rivisto i programmi scolastici puntando in particolare sul potenziamento dell’italiano; soprattutto, mai come in questi anni i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti hanno ricevuto diverse risorse: 11 milioni di euro dal PNRR per i laboratori, 40 milioni di euro per le azioni di contrasto alla dispersione scolastica, ai quali, nel febbraio di quest’anno, proprio in vista dei nostri provvedimenti di questi giorni, abbiamo aggiunto ulteriori 20 milioni per sostenere l’offerta formativa e rafforzare le competenze di base linguistiche, civiche e digitali degli adulti. A tali risorse si aggiungono infine circa 29 milioni di euro destinati proprio ai percorsi di formazione civico-linguistica”.

“Le nostre misure sono mirate agli studenti che hanno importanti barriere linguistiche, in modo da evitare classi-ghetto che possono sfavorire i livelli di apprendimento sia degli studenti stranieri sia dei loro compagni italiani. E se le condizioni oggettive non consentiranno un’equilibrata composizione delle classi, per quelle situazioni abbiamo stanziato ulteriori 14 milioni proprio per rafforzare le competenze linguistiche degli alunni stranieri”.

“Mai era stato fatto tanto per una reale integrazione degli studenti stranieri: questi sono i fatti, lascio la propaganda al resto”.

La risposta del senatore De Cristoforo

“Incredibile. Non si era mai sentito un ministro che risponde ad una interrogazione attaccando l’opposizione di fare propaganda. Il ministro rifugge da una discussione di merito e si rifugia nella propaganda, una propaganda becera fatta sulla pelle dei bambini e delle bambine. Ma i bambini non sono numeri, non sono percentuali. Noi abbiamo posto al ministro questioni molto serie e concrete come per esempio intende gestire la questione degli spostamenti. Valditara non ha saputo nemmeno dare una risposta concreta, non ha saputo dire come pensa di rimettere al centro dell’iniziativa politica governativa i veri problemi della scuola pubblica come la mancanza di risorse e, soprattutto come pensa di intervenire sulle cose che non vanno come le classi pollaio, le cattedre vacanti, il caro libri, gli stipendi degli insegnanti”.

Lo afferma il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, nella replica al ministro Valditara nel corso del Question time.

“Il governo in questi anni ha lasciato sola la scuola e chi ci lavora. Oggi, per rincorrere Vannacci, usano la propaganda sulla pelle degli alunni stranieri, prosegue il capogruppo rossoverde. Ma, soprattutto, stanno facendo una cosa pericolosissima dal punto di vista culturale. Perché utilizzare questi argomenti, peraltro senza un confronto con il mondo della scuola, crea paura e insicurezza. I presidi hanno scritto al ministro che il decreto è sbagliato e lo hanno fatto perché si pongono il tema di come costruire un confronto nelle scuole e sui territori. Anche perché non è tutto uguale, non tutte le scuole sono uguali e non tutti i territori sono uguali. Invece facendo così si rischia di trasformare questa mancata integrazione in esclusione, addirittura in rabbia. Una cosa pericolosissima per il paese e il contrario di quello che andrebbe fatto. Non sono insoddisfatto, sono proprio sconcertato dalla risposta del ministro”, conclude De Cristofaro.

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