Si sono tenute oggi, giovedì 1° ottobre al Senato, interrogazioni a risposta immediata al Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.
La risposta di Valditara: “Questo Governo, fin dal suo insediamento, ha agito con molteplici azioni per restituire autorevolezza, dignità e riconoscimento professionale al nostro personale scolastico. Ad oggi questo è l’unico Governo che è stato capace di conseguire un risultato storico: la sottoscrizione di tre contratti in meno di quattro anni. Un traguardo che segna una netta discontinuità rispetto al passato e pone fine alla stagione dei blocchi e dei ritardi che, per circa un decennio (dal 2009 al 2018 e poi dal 2019 al 2022), ha lasciato il personale scolastico senza rinnovi contrattuali e con stipendi fermi. Se le retribuzioni del personale scolastico hanno perso competitività è proprio per via di questa inerzia durata circa quindici anni”.
“I tre contratti sottoscritti da questo Governo e dalla stragrande maggioranza delle organizzazioni sindacali hanno riconosciuto incrementi retributivi complessivi pari a 412 euro mensili per i docenti e 304 euro per il personale ATA. Dopo anni e anni di stagnazione delle retribuzioni nella scuola, anche l’OCSE ha ammesso – notizia dell’altro giorno – che in Italia gli stipendi degli insegnanti finalmente risalgono per la prima volta”.
“Insieme ai rinnovi contrattuali, abbiamo inaugurato la prima vera grande stagione di misure di welfare per il personale scolastico, tra le quali voglio ricordarne una su tutte. Per la prima volta, infatti, oltre 1.200.000 lavoratori della scuola beneficeranno di una copertura sanitaria integrativa gratuita: una polizza il cui valore, secondo gli addetti ai lavori, vale quasi quanto un contratto, e in qualche caso forse persino di più. A questo intervento si aggiunge la copertura assicurativa gratuita per gli infortuni in itinere e sul lavoro per il personale della scuola, che prima era costretto a pagarsela di tasca propria; anche questa è una prima volta”.
“Abbiamo anche avviato l’iter del piano casa, includendo il personale scolastico fra i beneficiari prioritari: era dai tempi del Piano Casa di Fanfani che non si interveniva. Siamo intervenuti con il taglio del cuneo fiscale, che ha coinvolto la pressoché totalità del personale scolastico. Siamo intervenuti con diverse misure per garantire la sicurezza del personale scolastico, e anche questa è una prima volta”.
“Noi, dunque, abbiamo mantenuto l’impegno preso: valorizzare sempre di più chi lavora per il futuro dei nostri giovani. Su questa strada intendiamo proseguire con iniziative serie, durature e non demagogiche dal sapore elettoralistico, per recuperare un gap che in passato aveva davvero penalizzato il comparto scuola. Per questo continueremo a migliorare, come abbiamo già dimostrato di fare con fatti concreti, le condizioni retributive e le misure di welfare del personale con ulteriori iniziative, per esempio in tema di trasporti“.
Ecco la controrisposta di Matteo Renzi: “Lei è andato fuori tema: se lei si fa interrogare e risponde così, a lei che è un professore danno come minimo un quattro. Come si dice: Dove vai? Porto cipolle“.
“Allora, mi piacerebbe risponderle nel merito. Chi ha bloccato i contratti? Chi era il ministro della scuola quando furono bloccati? Il ministro – guardi da questa parte e poi giri a destra – si chiamava Mariastella Gelmini: era un governo di centrodestra quando sono stati bloccati. Chi ha sbloccato i rinnovi contrattuali? La ministra Marianna Madia. Quindi, se lei vuole sapere chi ha bloccato è stata la Gelmini, chi ha sbloccato è stata la Madia. Ma questo è il passato, su cui noi possiamo rivendicare di aver ragione e voi torto”.
“Vorrei però parlare del futuro. Il futuro è che, nonostante tutte le cose che lei ha detto, gli insegnanti sono gravati non soltanto da un peso burocratico, ma anche e soprattutto dall’aumento della benzina, del carrello della spesa, del carovita e di tutte le spese della quotidianità. Allora abbiamo chiesto la quattordicesima: mettete la quattordicesima! Spero che ci ripensi e che ci dica sì o no”.
“Vedete, voi siete così sulla scuola. È come quello che avete fatto la settimana scorsa: avete detto no al burqa – e io, per carità, sono d’accordissimo – ma lo stesso giorno in cui avete detto no al burqa, il vostro Vicepresidente del Consiglio ha detto che l’affidabilità delle donne si misura sulla lunghezza della gonna. Cioè: la Meloni ha tolto il burqa e Tajani l’ha rimesso”.