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30.04.2026
Aggiornato alle 11:42

Alunno “iperattivo”, maestre falsificano relazione “in negativo”. I genitori: “Volevano docente di sostegno?”

Una storia contorta ancora dai contorni da definire. Un alunno di otto anni è stato oggetto di una relazione compilata da alcune maestre che si è poi rivelata “falsificata“, o comunque “alterata”, almeno secondo quanto riportato dalla dirigente scolastica.

Tutto è avvenuto, come riporta Il Messaggero, in una scuola veneta. “Marcate difficoltà di attenzione, di concentrazione e di memoria. Agitato, iperattivo, non riesce a stare seduto per più di cinque minuti oppure resta seduto solo e continuamente in maniera scomposta, si distrae continuamente per qualsiasi stimolo”, questo quanto scritto dalle maestre.

“Ha una salivazione incontrollata, che molto spesso lo porta a bagnare il lavoro che sta svolgendo; mette sempre le mani in bocca bagnando ogni cosa che tocchi e mette in bocca oggetti scolastici”, il bambino “fatica a rispettare le regole scolastiche della convivenza civile, ed assume atteggiamenti offensivi nei confronti dei coetanei”: leggendo queste frasi i genitori del piccolo sono rimasti praticamente scioccati.

Niente di ciò che hanno letto sembra loro corrispondere a verità. “Anzi – aggiunge il papà -, nelle precedenti pagelle firmate dalla preside è scritto che il bambino ha ottime capacità ed ha raggiunto tutti gli obiettivi, con una media dei voti tra il buono e l’ottimo”. Il problema è che ora, dopo il caos scatenato dalla relazione, il piccolo “si sveglia di soprassalto in piena notte o ha paura di andare a scuola”.

“Veniamo convocati il 15 gennaio dalle maestre italiano e matematica – riprende il padre -. Accendono la Lim (lavagna interattiva multimediale) e iniziano a leggermi quella relazione sulle ‘grosse problematiche’ che avrebbero riscontrato in nostro figlio… addirittura che non parla bene, che sbava, che non mangia. Sono rimasto frastornato, sbigottito. È il nostro primo figlio, non sapevamo cosa fare. Mia moglie ed io ci chiediamo come mai non ce ne siamo mai accorti”.

Il bimbo ora soffre di ansia

La famiglia allora si rivolge al Servizio Infanzia e adolescenza dell’Azienda sanitaria veneziana: due appuntamenti con la psicologa, uno con la logopedista. “L’esito è praticamente lo stesso. I medici ci chiedono perché mai ci siamo rivolti a loro – prosegue il papà -. La logopedista non termina nemmeno l’incontro con nostro figlio, mi chiama dentro e mi dice che tutti i test linguistici e matematici sono nella norma, se non a livelli superiori. Per essere sicuri, ci chiedono di vedere i quaderni e le verifiche fatte a scuola, così mia moglie li chiede alle maestre. Fortunatamente a casa avevamo delle fotocopie raccolte in passato, e così scopriamo che le maestre avevano modificato le note positive mettendo tutto in negativo”.

Uno choc per il piccolo. “Quando ha visto quei quaderni è andato nel panico, mentre noi abbiamo capito che ci serviva un avvocato”, aggiunge il padre. “Sì, la maestra ha sbagliato. Quei quaderni erano stati alterati – conferma la preside dell’istituto comprensivo -. L’insegnante si è resa conto che non doveva farlo. Quali provvedimenti sono stati presi? Non sono tenuta a dirlo, non ho altro da aggiungere”.

Non è un caso isolato?

Il papà inizia ad indagare anche tra gli altri genitori. “Scopro che non siamo gli unici ad avere problemi con quelle insegnanti, che alcune famiglie hanno ritirato i loro figli in questi tre anni – riprende il genitore -. Adesso nostro figlio di notte si sveglia con gli incubi sui voti cambiati, oppure piange durante il giorno perché ha paura delle maestre. Ha un problema di ansia importante per un bambini di otto anni. Perché hanno fatto tutto questo? L’unica spiegazione che ci siamo dati è che volessero avere un insegnante di sostegno”.

“Macché – interviene la preside -, l’insegnante di sostegno non si poteva chiedere senza la documentazione. Avevamo il sacrosanto dovere di consegnare quella relazione alla famiglia, di segnalare la situazione alla famiglia. Stiamo monitorando la situazione e a breve richiamerò i genitori. Le maestre hanno solo utilizzato la modulistica prevista e messa a disposizione dall’Ulss, inserendo il loro punto di vista. Poi devono essere i dottori a dire come sta effettivamente il bambino”.

Riforma disabilità: cosa cambia?

Si parla da mesi della cosiddetta riforma della disabilità” che dovrebbe partire dal 1° gennaio 2027. Ma di cosa si tratta? Cosa cambierà? Quali sono i punti interessanti per famiglie e docenti di sostegno?

Andiamo per ordine. Intanto si parla del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, modificato dal decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2025, n. 15. Questo documento, come riportato dal sito dell’INPS, ha riformato i criteri e le modalità di accertamento della condizione di disabilità, affidandola in via esclusiva all’INPS su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027. 

La sperimentazione

Dal 1° gennaio 2025 è stata avviata una prima fase sperimentale nelle province di Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste. A partire dal 30 settembre 2025 la sperimentazione è stata estesa, alle province di Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, nonché alla Regione autonoma della Valle d’Aosta e alla Provincia autonoma di Trento.

A decorrere dal 1° marzo 2026 la sperimentazione è stata estesa ad ulteriori 40 province.

Le principali novità

Ecco quali sono le principali novità:

  • Intanto, dando un rapido sguardo al decreto legge, cambiano alcuni aspetti della terminologia relativa alla disabilità, modificando la legge 104/92. Ad esempio, scompare la parola “handicap” dalle definizioni ufficiali.
  • Cambia il procedimento della valutazione di base, volto al riconoscimento della condizione di disabilità
  • Si parla di sostegno, lieve o medio, intensivo, elevato o molto elevato.
  • Viene introdotto il Certificato medico introduttivo che costituisce il presupposto per l’avvio del procedimento valutativo di base la trasmissione telematica all’INPS.
  • Partecipazione all’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM): un rappresentante dell’istituzione scolastica diventa un componente obbligatorio dell’unità che elabora il progetto di vita dell’alunno.
  • Introduzione del budget di progetto: l’attuazione del progetto di vita è sostenuta dal budget di progetto che è costituito, in modo integrato, dall’insieme delle risorse umane, professionali, tecnologiche, strumentali ed economiche, pubbliche e private, attivabili anche in seno alla comunità territoriale e al sistema dei supporti informali relative alla persona con disabilità.



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