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Aggiornato il 09.09.2025
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Alunno plusdotato con buoni voti bocciato per il sei in condotta, la famiglia fa ricorso e vince: verrà promosso

Si parla spesso di alunni plusdotati e delle loro difficoltà a scuola, che non sono poche. A dimostrarlo un altro caso: uno studente gifted di tredici anni della provincia di Vicenza è stato bocciato nonostante avesse voti alti in tutte le materie. Il motivo? Un sei in condotta.

Il ragazzo aveva buoni voti

Come riporta Il Corriere della Sera, il ragazzo si annoiava in classe e creava problemi, per così dire, di ordine. A fine anno ha riportato quattro sei, quattro sette e quattro otto in seconda media. Ma il sei in condotta ha determinato la bocciatura.

La famiglia, a quanto pare, aveva chiesto alla scuola di attivare il percorso personalizzato per ragazzi con bisogni speciali previsto dalla normativa. L’alunno aveva avuto due diagnosi di plusdotazione. Il ragazzo aveva anche ricevuto un provvedimento disciplinare che gli vietava di partecipare alla corsa campestre ed alla prima uscita didattica. La famiglia aveva fatto presente che il ragazzino non era un teppista.

La decisione del Tar

La dirigente scolastica ad aprile aveva detto che non poteva essere attivato il percorso speciale perché le relazioni delle psicologhe non indicavano il quoziente di intelligenza dell’alunno. Ma il Tar, a cui hanno fatto ricorso i genitori dell’alunno, le ha dato torto.

“Mancano riferimenti normativi che impongano, per il caso di soggetto plusdotato, l’indicazione, al fine della predisposizione del piano didattico personalizzato del Q.I; non risulta possibile negare tale supporto in presenza di comprovate necessità”, dicono i giudici, specificando che in seguito alla mancata attivazione del piano didattico personalizzato “è seguita una disparità di trattamento del minore rispetto agli altri studenti che non necessitavano di misure di supporto con conseguente illegittimità degli atti impugnati”. Da qui il Tar ha annullato la bocciatura.

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