Niente smartphone almeno fino ai 13 anni. È questa la scelta che venti istituti comprensivi (sessanta plessi scolastici) e migliaia di studenti, famiglie e insegnanti di Milano hanno condiviso attraverso il progetto “Aspettando lo smartphone”. Lo riporta il Corriere della Sera. La domanda è chiara: “è davvero inevitabile che un ragazzo abbia uno smartphone già in prima media?” L’obiettivo del patto non è demonizzare la tecnologia, ma darne accesso nei tempi giusti. Perché gli adolescenti nei tempi di oggi rischiano di sentirsi esclusi senza dispositivi digitali, e molto spesso i genitori sono costretti a cedere e mettere loro in mano uno smartphone con cui accedere ai social network.
Eppure da più parti arrivano raccomandazioni ben precise per i genitori. Come quella della Società Italiana di Pediatria che ha indicato i 13 anni come soglia minima per l’utilizzo dello smartphone. I rischi di un’esposizione precoce agli algoritmi dei social network e l’uso intensivo degli schermi sono infatti elevati.
Come ricorda il quotidiano, non si tratta di leggi o di obblighi, ma di un patto sociale condiviso da genitori che si confrontano con dati, studi e indicazioni. Un dialogo costruttivo con insegnanti e dirigenti scolastici per scoraggiare l’utilizzo dello smartphone come strumento indispensabile per la didattica.
“Deve passare il messaggio che è pericoloso regalare uno smartphone a un bambino: a 6 anni, ma anche a 11, non è ancora maturo per essere lasciato da solo nel mondo virtuale. Non possiamo permetterci che quanto si impara a scuola si disimpari a casa”. Lo ha detto, conversando con il Messaggero, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha così ribadito il motivo per cui dallo scorso settembre l’uso dello smartphone è stato vietato nelle scuole e aggiunto che senza però la collaborazione delle famiglie sarà difficile raggiungere un vero cambiamento.