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Ancora armi nelle scuole Usa, Obama faccia in fretta a fermarle

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Il Governo statunitense faccia in fretta. Se veramente i vertici politici, guidati a Washington dal presidente Obama, intendono vincere le pressioni delle lobby delle case produttrici di armi e varare nuove norme per il controllo della loro vendita in America, allora agiscano in tempi rapidi. Dopo la strage compiuta una settimana fa nella scuola Sandy Hook del Connecticut, per mano di un ventenne uscito fuori di testa, Adam Lanza, che ha ucciso 26 persone, di cui 20 studenti tra i 5 e 10 anni, le ultime notizie di cronaca non sembrano rassicuranti.
Qualche giorno fa l`Huffington Post ha riportato la notizia che un ragazzino undicenne di Salt Lake City, in Utah, si è presentato a scuola con una pistola dicendo che erano stati i genitori a raccomandarglielo.
Il 20 dicembre la polizia statunitense ha arrestato una ragazza di 16 anni che stava pianificando di fare una strage nel suo liceo dell’Arizona per poi suicidarsi. La giovane è stata prelevata dalle forze dell’ordine al suo domicilio di Mesa, alla periferia di Phoenix.
La polizia è intervenuta dopo avere scoperto un messaggio scritto dall’adolescente sul canale Youtube di una comunità di transessuali di Toronto, in Canada: “Ho in mente di fare del male…uccidere…assassinare persone del mio college”, ha scritto la ragazza. “Lavoro come assistente di un professore, è per questo che nessuno può pensare che intendo fare esplodere la scuola”, ha aggiunto.
Gli agenti hanno trovato delle armi nella casa della ragazza, che in passato ha avuto problemi psichiatrici. L’adolescente avrebbe anche confessato che il piano prevedeva di colpire anche le piccole vetture elettriche che circolano nel suo campus per rallentare la capacità di reazione degli studenti e determinare il maggior numero di vittime possibile.
Gli accadimenti degli ultimi giorni hanno messo in allarme anche i genitori statunitensi. Che non sembrano voler perdono tempo ad aspettare i legislatori. E provvedono alle contromisure personalmente. Ad esempio comprando ai loro bambini degli zaini antiproiettile. In pochi giorni le aziende americane produttrici di zaini anti-pallottola, circa una dozzina, hanno registrato un picco delle vendite fino al 500 per cento.
Con un costo che varia tra i 200 e i 300 dollari, gli zaini antiproiettile possono infatti essere utilizzati come scudi. I modelli variano molto, e non lasciano tradire la vera natura del prodotto. A certificare la presenza dell`inserto resistente alle pallottole è solo una piccola etichetta, mentre una delle aziende produttrici, Amendement II, dell`Arizona, offre ai bambini zaini ispirati agli Avengers, i Vendicatori, e alle principesse Disney.
Anche i teenager possono difendersi, con uno zaino più sobrio, grigio e nero, modello SwissGear.
Secondo il Washington Post, che riporta la notizia, il bussiness degli zaini antiproiettile sarebbe nato sulla scia del terrore scatenatosi dopo il massacro nella Columbine High School, in Colorado, nel 1999. Con l`episodio di venerdì scorso, e i continui fatti di cronaca che testimoniano una presenza massiccia di armi nei luoghi pubblici, i genitori sono di nuovo terrorizzati.
E c’è anche chi pensa alla difesa degli insegnanti: sono, paradossalmente, i venditori di armi. Come il texano Crockett Keller che sempre secondo l`Huffington Post, ha offerto ai docenti uno sconto del 10 per cento sulle pistole.
Intanto, insegnanti e celebrità hanno aderito all’appello per rispettare per il 21 dicembre un ‘momento di silenzio su internet‘ in memoria delle 26 vittime della strage compiuta una settimana fa nella scuola Sandy Hook del Connecticut. L’appello è stato lanciato dal governatore del Connecticut e sostenuto dai promotori della campagna ‘Stand with Sandy Hook’, lanciata online su causes.com, tra cui figurano il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, il presentatore televisivo Ryan Seacrest e la cantante Britney Spears.
“Per favore unitevi al momento di silenzio nazionale in onore delle vittime della scuola Sandy Hook chiesto dal governatore del Connecticut Dannel Malloy – si legge sulla pagina Web – alle 9,30 (14,30 italiane) spendete qualche minuto a riflettere con calma su questa terribile tragedia e fate una pausa di cinque minuti da ogni attività online”.
“Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi dobbiamo trovare un’intesa su soluzione di buon senso contro la violenza delle armi diventata troppo frequente nelle comunità in tutto il Paese – hanno sottolineato i promotori della campagna online – il 2013 è l’anno per avviare iniziative importanti; osservamdo oggi questo momento di silenzio possiamo dimostrare la nostra risolutezza nel voler evitare che ci siano ancora morti senza senso”.
Già 120.000 persone si sono impegnate a rispettare il silenzio e in 474.000 hanno segnalato il loro sostegno all’iniziativa su Facebook.