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29.05.2026

Assegnazioni provvisorie, posti disponibili e criteri e modalità per la determinazione dei posti disponibili agli aventi diritto. Parola all’esperto

Quali saranno i posti disponibili da destinare alle assegnazioni provvisorie 2026/2027 e come verranno disciplinati i criteri e le modalità per la determinazione dei posti disponibili da attribuire agli aventi diritto? A rispondere, nel corso della diretta della Tecnica risponde live, l’esperto di normativa scolastica, prof. Lucio Ficara:

“È sui posti disponibili che si gioca tutta la partita riferita proprio alle utilizzazioni, alle assegnazioni provvisorie perché i due istituti camminano parallelamente. I posti disponibili sono fondamentali e una buona parte si avranno con l’organico di fatto. Attenzione perché il contratto nazionale integrativo triennale sulle utilizzazioni che riguarderà anche il 26/27, il 27/28, dovrà ancora essere scritto nella sua interezza, poiché ci sono delle novità dal punto di vista delle deroghe ai vincoli, per cui il mese di giugno sarà fondamentale perché intanto si firmerà il nuovo contratto e dentro questo nuovo contratto ci sarà una norma, come c’è sempre stata anche in passato, ma verrà replicata anche in questa istanza, dove si parla di organico dell’autonomia adeguato”.

“Proprio la norma dice che l’organico dell’autonomia dovrà essere adeguato alle situazioni di fatto. Cosa significa questo adeguamento alle situazioni di fatto? Proprio la norma dice, attenzione che l’organico dell’autonomia adeguato alle situazioni di fatto sarà il patrimonio di posti disponibili da dare poi alle assegnazioni provvisorie, alle utilizzazioni e aggiunge la norma secondo dei criteri e delle modalità disciplinate dal contratto di carattere regionale, cioè saranno i sindacati di ogni singola regione, poi a stabilire criteri, modalità di assegnazione di questi posti disponibili e ad allargare eventualmente l’organico di fatto, cioè l’organico dell’autonomia adeguato alle situazioni di fatto dal quale si parte, ma si può ampliare”.

“A livello regionale può essere concessa l’unione di più spezzoni per costituire cattedra, situazioni che vadano ad avvantaggiare esuberi, dando anche la possibilità ai docenti di poter assumere servizio anche su cattedre inferiori alle 18 ore o comunque inferiori al massimo delle ore per singolo ordine di scuola. Si darà, insomma, l’opportunità anche di gestire le questioni dei part time e dare criteri specifici e modalità. Però si parte dalla materia del contratto integrativo nazionale dove si parla di posti disponibili nelle condizioni di fatto, cioè ampliate rispetto al fabbisogno reale. Penso a tutti i posti in deroga sul sostegno, che sono tantissimi. Penso anche al fatto che la norma prevede che i primi posti ad essere assegnati, cioè le prime procedure di assegnazione sia provvisorie e sia di utilizzazione sono sui posti di sostegno, in modo da liberare poi posti curriculari per motivi per cui i docenti che sono titolari nel curriculare si spostano sul sostegno per utilizzazione o per assegnazione provvisoria, lasciano i posti comuni liberi che poi a loro volta si renderanno disponibili per ulteriori fasi successive. Una modalità anche di procedura di sequenza operativa che tenderà a far occupare più posti disponibili possibili a chi ne fa poi richiesta. Recentemente sono stati vinti dei ricorsi in maniera definitiva anche in appello in cui si raccomanda l’amministrazione di mettere a disposizione tutti i posti disponibili sia nell’organico dell’autonomia e l’ampliamento dell’organico di fatto, cioè tutte le cattedre vacanti dopo la mobilità”.

Dopo la mobilità ci saranno dei posti residuati, non assegnati, che andranno per le assegnazioni provvisorie e per le immissioni in ruolo. Questi posti che rimarranno vacanti dopo la disponibilità sono posti al 31 agosto, posti in organico dell’autonomia e a questi posti si aggiungono i posti al 30 giugno, cioè i posti che si rendono liberi in organico di fatto, posso pensare, per esempio, a qualche esonero sindacale che genera un posto libero. Gli esoneri sindacali si danno proprio nell’organico di fatto o a qualche situazione di fatto che si viene a verificare dopo la mobilità. Penso anche ai posti che si liberano per docenti che vanno a fare il dottorato di ricerca e lasciano libera la cattedra che diventa in organico di fatto disponibile o hanno un mandato politico o hanno situazioni per cui non continueranno a essere titolari nel proprio posto, allora quel posto andrà ad arricchire la disponibilità dei posti di fatto”.

“Inoltre, direi che ci sono pure i posti che si renderanno liberi nella contemporaneità dei movimenti. Per esempio, il professor Ficara lascia la cattedra dove è titolare perché vuole andare a Catania, fa assegnazione a Catania, lascia la cattedra a Reggio Calabria. Quella cattedra verrà occupata, per esempio, da qualche docente che da fuori provincia vuole chiedere assegnazione su Reggio Calabria. Dunque, quegli effetti a catena del lascio e prendo. Ecco perché è fondamentale per arricchire la disponibilità dei posti che tutte le province italiane bene o male agiscano nella sequenza di operazioni negli stessi giorni perché altrimenti si può verificare che le operazioni fatte poi non vengano rifatte nuovamente perché gli uffici sono oberati dal lavoro e normalmente uno dei criteri che la contrattazione regionale mette in atto, che se un’operazione viene fatta e poi successivamente si verifica un posto vacante e non ci può essere la pretesa, tra virgolette, giuridica di un docente di rivendicare quel posto per una assegnazione provvisoria dopo i termini della operazione già effettuata”.

“E su questo, ho delle riserve di tipo giuridico perché se intervenisse qualche sentenza a riguardo, fino al 31 agosto c’è la possibilità per i docenti di ottenere, in caso che si verificassero posti vacanti, il diritto di fruire del diritto dell’assegnazione provvisoria, anche perché nel contratto collettivo nazionale integrativo delle utilizzazioni è ben chiara la data del 31 agosto, cioè oltre il 31 agosto le operazioni di assegnazione provvisoria non possono essere fatte. Alcuni contratti di criteri regionali riducono questo 31 agosto a non ripetere operazioni successivamente a quelle già fatte. Dunque, se si verifica un posto vacante per mancanza di contemporaneità tra le uscite e le entrate, magari un avente diritto si trova a non poter fruire del diritto al ricongiungimento. Su questo penso che se ci fossero dei ricorsi sarebbero facilmente ricorsi vinti, ma perché una contrattazione di grado inferiore non può essere peggiorativa di una contrattazione di livello superiore”.

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