Il lancio della polizza sanitaria integrativa gratuita per il personale scolastico ha suscitato grande interesse: secondo i dati riportati da Italia Oggi, hanno aderito 800mila dipendenti della scuola. La platea potenziale, che comprende anche i precari, è stimata in circa 1,2 milioni di lavoratori.
Il termine per aderire è scaduto: era fissato al 20 settembre. Ma ci sono novità: con nota 18048 del 25 settembre il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha fornito ulteriori indicazioni, come riportato da Cisl Scuola.
Per il personale che, entro la data del 20 settembre, ha già aderito al servizio, la copertura sanitaria sarà attiva dal 30 settembre 2026; dalla stessa data, il personale suddetto potrà procedere alla propria registrazione sul portale Unisalute e all’utilizzo dell’applicazione dedicata.
Per quanto riguarda invece le nuove adesioni, vengono fornite alcune precisazioni che confermano quanto a suo tempo anticipato dalla Cisl Scuola:
Per le adesioni manifestate successivamente al 20 settembre 2026, l’attivazione della copertura assicurativa avverrà secondo le seguenti modalità:
I docenti hanno risposto in massa al sondaggio proposto dalla Tecnica della Scuola. Su 547 risposte raccolte, emerge un quadro articolato: da un lato si registra una adesione decisamente maggioritaria, dall’altro però non mancano dubbi sull’utilità reale delle prestazioni previste e giungono anche critiche sulla provenienza dei fondi impiegati per finanziare la misura.
Alla domanda se abbia deciso di aderire alla nuova copertura sanitaria integrativa, il 61,6% degli intervistati ha risposto affermativamente (e si prevede che la percentuale sia destinata a salire, considerando che per dare la propria adesione docenti e Ata hanno tempo fino al 20 settembre). Tra chi non ha aderito, il 19,7% indica “altri motivi”, il 15,5% lamenta modalità di utilizzo non ancora chiare e una quota minoritaria dichiara di non essere interessata alle prestazioni previste.
Ancora più netta risulta la divisione sull’utilità della misura come strumento di welfare. Il 39,3% dei lettori che hanno partecipato alla rilevazioone ritiene che le prestazioni previste siano “poco utili”, mentre solo il 20,1% la giudica “molto utile”.
Un ulteriore 19,7% la considera valida solo per alcune prestazioni, e il 20,8% ammette di non conoscere ancora sufficientemente bene la copertura per esprimere un giudizio compiuto.
Il dato più significativo resta dunque la quota, tutt’altro che trascurabile, dei dipendenti della scuola che nutrono riserve o dubbi sull’effettiva utilità del provvedimento rispetto alle attese.
Tra le risposte aperte, le richieste più ricorrenti riguardano l’estensione delle cure odontoiatriche, ritenute da molti “sempre troppo onerose”, il rimborso per l’acquisto di occhiali da vista e un maggiore accesso alle sedute di supporto psicologico.
Non mancano richieste di fisioterapia, esami diagnostici come ecografie e risonanze magnetiche, visite ginecologiche di controllo e la possibilità di rivolgersi a specialisti di fiducia anche al di fuori delle strutture convenzionate: la mancata possibilità di accedere alle prestazioni per via “diretta”, viene infatti vissuta da non pochi dipendenti come un vincolo eccessivo legato alla residenza.
Diversi lettori chiedono inoltre l’estensione della copertura ai familiari, oggi non prevista, e anche maggiore chiarezza sulle franchigie applicate.
Numerosi commenti, inoltre, esprimono perplessità sull’impostazione stessa dell’iniziativa. Diversi lettori sostengono che le risorse stanziate andrebbero destinate al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale piuttosto che a una polizza privata: “Non voglio una nuova copertura sanitaria, ma vorrei più soldi in busta paga per decidere io cosa fare e dove andare a curarmi”, scrive un lettore.
Altri lavoratori della scuola chiedono rassicurazioni sul fatto che l’iniziativa non comporti tagli ad altri capitoli di spesa della scuola.
Ma c’è anche chi apprezza la misura: “Sono già abbastanza contento di questa polizza, dal momento che prima non avevamo nessuna copertura“.
Polizza sanitaria integrativa gratuita: tutto quello che c’è da sapere