Il lancio della polizza sanitaria integrativa gratuita per il personale scolastico ha suscitato grande interesse: secondo i dati riportati da Italia Oggi a inizio ottobre, hanno aderito 800mila dipendenti della scuola. La platea potenziale, che comprende anche i precari, è stata stimata in circa 1,2 milioni di lavoratori.
Ieri, 4 novembre, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dato ulteriori dati durante il question time alla Camera: “Abbiamo sottoscritto tre contratti con un aumento medio pari a 412 euro per il personale docente e 304 euro per il personale ATA. Certamente dovremo investire sempre di più nella valorizzazione del personale docente e ATA, superando quanto fatto in passato dalle opposizioni di sinistra che non hanno saputo concludere un solo contratto. Insieme ai rinnovi contrattuali, abbiamo inaugurato la prima vera grande stagione di misure a tutela del personale scolastico.
“Tra queste rientra la copertura sanitaria integrativa gratuita: una misura che in pochissimi giorni ha già consentito l’erogazione di oltre 47.000 prestazioni sanitarie gratuite al personale scolastico. Abbiamo anche introdotto la copertura assicurativa gratuita per gli infortuni destinata al personale della scuola. Tutte queste ‘prime volte’ ci spronano a proseguire e a lavorare con determinazione per il futuro dei nostri studenti e della scuola italiana”.
Il termine per aderire è scaduto: era fissato al 20 settembre. Ma ci sono novità: con nota 18048 del 25 settembre il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha fornito ulteriori indicazioni, come riportato da Cisl Scuola.
Per il personale che, entro la data del 20 settembre, ha già aderito al servizio, la copertura sanitaria è stata attivata dal 30 settembre 2026; dalla stessa data, il personale ha potuto procedere alla propria registrazione sul portale Unisalute e all’utilizzo dell’applicazione dedicata.
Per quanto riguarda invece le nuove adesioni, sono state fornite alcune precisazioni che confermano quanto a suo tempo anticipato dalla Cisl Scuola:
Per le adesioni manifestate successivamente al 20 settembre 2026, l’attivazione della copertura assicurativa avviene secondo le seguenti modalità:
I docenti hanno risposto in massa al sondaggio proposto dalla Tecnica della Scuola. Su 547 risposte raccolte, emerge un quadro articolato: da un lato si registra una adesione decisamente maggioritaria, dall’altro però non mancano dubbi sull’utilità reale delle prestazioni previste e giungono anche critiche sulla provenienza dei fondi impiegati per finanziare la misura.
Alla domanda se abbia deciso di aderire alla nuova copertura sanitaria integrativa, il 61,6% degli intervistati ha risposto affermativamente (e si prevede che la percentuale sia destinata a salire, considerando che per dare la propria adesione docenti e Ata hanno tempo fino al 20 settembre). Tra chi non ha aderito, il 19,7% indica “altri motivi”, il 15,5% lamenta modalità di utilizzo non ancora chiare e una quota minoritaria dichiara di non essere interessata alle prestazioni previste.
Ancora più netta risulta la divisione sull’utilità della misura come strumento di welfare. Il 39,3% dei lettori che hanno partecipato alla rilevazioone ritiene che le prestazioni previste siano “poco utili”, mentre solo il 20,1% la giudica “molto utile”.
Un ulteriore 19,7% la considera valida solo per alcune prestazioni, e il 20,8% ammette di non conoscere ancora sufficientemente bene la copertura per esprimere un giudizio compiuto.
Il dato più significativo resta dunque la quota, tutt’altro che trascurabile, dei dipendenti della scuola che nutrono riserve o dubbi sull’effettiva utilità del provvedimento rispetto alle attese.
Polizza sanitaria integrativa gratuita: tutto quello che c’è da sapere