L’Italia continua a scontare un forte ritardo nei livelli di istruzione terziaria. Nel 2025 soltanto il 22,3% della popolazione tra i 25 e i 64 anni possiede un titolo di studio terziario, una quota invariata rispetto all’anno precedente.
È quanto emerge dal rapporto ISTAT Livelli di istruzione e ritorni occupazionali – Anno 2025, che colloca il nostro Paese al penultimo posto nell’Unione europea, davanti soltanto alla Romania.
La media UE raggiunge invece il 36,9%, in aumento di 0,8 punti rispetto al 2024. Il divario con l’Italia, dunque, si allarga.
La quota italiana è circa la metà di quella registrata in Francia (44,9%) e Spagna (42,4%).
Diversa la situazione per l’istruzione secondaria superiore: il 44,7% dei 25-64enni italiani possiede questo livello di istruzione, una percentuale leggermente superiore alla media europea del 44,3%.
Particolarmente significativo il dato relativo ai 25-34enni, fascia d’età utilizzata per monitorare gli obiettivi europei sull’istruzione.
In Italia possiede un titolo terziario il 31,1% dei giovani, in calo di 0,5 punti rispetto al 2024. La media UE è del 44,8%, mentre l’obiettivo europeo per il 2030 è fissato al 45%.
Il confronto con Francia (56%), Spagna (52,5%) e Germania (40,9%) evidenzia la distanza che separa l’Italia dai principali partner europei.
Tra i 25-34enni il titolo terziario è posseduto dal 37,8% delle donne, contro il 24,7% degli uomini.
Il dato conferma il maggiore livello di istruzione femminile, ma anche la necessità di osservare separatamente i percorsi educativi e i successivi risultati occupazionali.