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05.11.2026

Laureati, l’Italia resta penultima in Europa, solo il 22,3% degli adulti ha un titolo terziario: quota invariata rispetto al 2024, mentre cresce la media europea

L’Italia continua a scontare un forte ritardo nei livelli di istruzione terziaria. Nel 2025 soltanto il 22,3% della popolazione tra i 25 e i 64 anni possiede un titolo di studio terziario, una quota invariata rispetto all’anno precedente.

È quanto emerge dal rapporto ISTAT Livelli di istruzione e ritorni occupazionali – Anno 2025, che colloca il nostro Paese al penultimo posto nell’Unione europea, davanti soltanto alla Romania.

La media UE raggiunge invece il 36,9%, in aumento di 0,8 punti rispetto al 2024. Il divario con l’Italia, dunque, si allarga.

Il confronto con gli altri Paesi

La quota italiana è circa la metà di quella registrata in Francia (44,9%) e Spagna (42,4%).

Diversa la situazione per l’istruzione secondaria superiore: il 44,7% dei 25-64enni italiani possiede questo livello di istruzione, una percentuale leggermente superiore alla media europea del 44,3%.

Tra i giovani la situazione non migliora

Particolarmente significativo il dato relativo ai 25-34enni, fascia d’età utilizzata per monitorare gli obiettivi europei sull’istruzione.

In Italia possiede un titolo terziario il 31,1% dei giovani, in calo di 0,5 punti rispetto al 2024. La media UE è del 44,8%, mentre l’obiettivo europeo per il 2030 è fissato al 45%.

Il confronto con Francia (56%), Spagna (52,5%) e Germania (40,9%) evidenzia la distanza che separa l’Italia dai principali partner europei.

Le differenze tra uomini e donne

Tra i 25-34enni il titolo terziario è posseduto dal 37,8% delle donne, contro il 24,7% degli uomini.

Il dato conferma il maggiore livello di istruzione femminile, ma anche la necessità di osservare separatamente i percorsi educativi e i successivi risultati occupazionali.

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