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Astro del Ciel senza cantare i testi, la ds minimizza: solo una scelta stilistica

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La dirigente scolastica della scuola di Flero, nel bresciano, minimizza la polemica sul saggio di fine anno durante il quale i bambini non hanno cantato Astro del Ciel.

“L’assenza del testo in alcuni dei numerosi canti ad ispirazione religiosa è semplicemente motivata da esigenze stilistiche e dalla necessità di dare il giusto spazio anche all’esibizione strumentale degli studenti dell’indirizzo musicale“, ha detto la ds Mariaelisa Bonaglia, rispondendo così indirettamente all’assessore comunale Elena Franceschini (Lega Nord) secondo la quale l’iniziativa del coro “muto” era nata per ‘non offendere altre fedi’.

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Secondo la preside, infatti, “le scelte dei testi, dei canti e delle melodie hanno risposto alla necessità di armonizzare esigenze sceniche, coordinamento delle varie classi tra loro e con l’orchestra”.

 

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L’iniziativa canora natalizia è durata due ore di rappresentazione, alla presenza di 150 ragazzi e più di dieci docenti dei due ordini di scuola.

Le insegnanti, partendo da una esperienza iniziata lo scorso anno sulla civiltà contadina, ha spiegato la preside, hanno voluto rappresentare quanto avveniva nelle cascine 50 anni fa nel periodo prenatalizio utilizzando il dialetto come lingua principale dello spettacolo.

Nello spettacolo erano presenti numerosi riferimenti religiosi tra cui la costruzione del presepe, canti tradizionali tipici del periodo natalizio, preghiere e filastrocche di Santa Lucia. Soffermarsi su due minuti di melodia, senza cogliere il grande lavoro che è stato svolto delude profondamente i ragazzi e gli insegnanti coinvolti”, conclude la dirigente scolastica.