Il bullismo a scuola è un fenomeno ancora purtroppo presente, che ha provocato anche delle vittime. Come Andrea Spezzacatena, che nel 2012 si tolse la vita a soli 15 anni, dopo anni di vessazioni e omofobia a scuola da parte dei coetanei. La sua storia ha ispirato nel 2024 il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa” con protagonisti Claudia Pandolfi e Samuele Carrino. Film possibile anche grazie ai racconti della madre di Andrea Teresa Manes, molto attiva nella sensibilizzazione sul tema. La storia di Andrea è diventata un simbolo del bullismo e delle forme di odio online e nei contesti scolastici.
Un segnale forte arriva dall’intitolazione ad Andrea Spezzacatena di una nuova scuola a Cascina Merlata, un quartiere milanese, una delle prime ad essere dedicata a un ragazzo vittima di bullismo. Come riporta ‘Elle’, la nuova scuola, che aprirà a settembre, ospiterà una scuola dell’infanzia, una primaria e una secondaria di primo grado.
Sono passati quasi due anni da quando il giovane Leonardo Calcina, 15 anni, si uccise in un casolare di campagna a Senigallia, in provincia di Ancona. Una tragedia che secondo i genitori del ragazzo avrebbe sullo sfondo l’ombra del bullismo, e di una mancata vigilanza da parte delle istituzioni scolastiche. Da qui la richiesta di un risarcimento al ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso un’azione civile. Secondo fonti di stampa, la cifra si aggirerebbe intorno ai 700mila euro.
A detta dei genitori, scrive il Sole 24Ore, la scuola non intervenne nonostante i presunti atti persecutori e le umiliazioni subite dal ragazzo. “Da un anno e mezzo i genitori cercano di conoscere i veri motivi che lo hanno spinto a togliersi la vita”, si legge nell’articolo. “Un gesto legato, secondo la famiglia, ad atti di bullismo che sarebbero avvenuti nel contesto scolastico di un istituto professionale cittadino quando la scuola era iniziata da un mese. Da qui la causa intentata contro il ministero”.
Alla base dell’iniziativa, prosegue la testata, non c’è solo una questione di mancati controlli. “Secondo la famiglia ‘non sarebbero state adottate adeguate misure di prevenzione, vigilanza e protezione’. Sul fronte penale, i genitori si sono opposti tramite la loro legale alla richiesta di archiviazione: il gip del Tribunale per i minori di Ancona ha disposto nuovi accertamenti tecnici e il sequestro dei cellulari dei giovani coinvolti; si cercano, anche in chat e profili social, messaggi o altri elementi che possano confermare l’ipotesi di atti persecutori e istigazione al suicidio“.
I genitori di Leo e la loro avvocatessa, inoltre, hanno depositato una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre una disciplina unitaria del reato di bullismo. “La pdl prevede misure di tutela immediata, effettiva, a favore delle vittime, e mira a introdurre strumenti di recupero e reintegrazione sociale per i prevaricatori, con percorsi educativi e rieducativi che coinvolgano anche il nucleo familiare”.