Una delle ultime circolari indirizzata alle scuole dal ministro Valditara ha per oggetto ”Cura e decoro degli ambienti scolastici”.
“La nota – esordisce il Ministro – intende stimolare e valorizzare all’interno della comunità scolastica comportamenti responsabili da parte degli studenti finalizzati alla cura e al mantenimento del decoro degli ambienti”.
Giuseppe Valditara parte da lontano e spiega: “Le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica segnalano l’importanza che fin dai primi anni della quotidiana vita scolastica degli alunni siano presenti occasioni concrete di esercizio della convivenza civile, attraverso l’abitudine alla cura e al corretto uso degli spazi scolastici, dei sussidi e delle attrezzature comuni, l’osservanza di comportamenti rispettosi delle persone e dei beni pubblicii”.
Senza dimentica che “lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria afferma che gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola”.
Si tratta non solo di “evitare comportamenti che possano arrecare danni al patrimonio della scuola” ma anche di sensibilizzare gli alunni e gli studenti alla pulizia e al decoro degli ambienti scolastici e degli arredi e alla cura delle attrezzature”
Il Ministro suggerisce anche l’introduzione di regole volte “alla sistemazione dell’aula, degli arredi e del materiale didattico personale o condiviso al termine delle lezioni così come al riordino dei laboratori, degli attrezzi delle palestre e di ogni altro ambiente scolastico usato da più classi in avvicendamento”.
All’iniziativa del Ministro plaude Mario Rusconi, presidente dell’ANP Roma: “Siamo pienamente d’accordo sul fatto che i locali scolastici, insieme con le attrezzature e i laboratori, siano trattati in maniera consona al loro scopo. All’uscita degli alunni, le aule devono essere lasciate in condizioni decorose e accettabili; durante la mia lunga carriera di preside, quando vedevo un’aula completamente in disordine dicevo al collaboratore scolastico di turno di non pulirla in maniera tale che la mattina dopo gli studenti fossero costretti a sistemare tutto nel migliore dei modi”.
“Fermo restando – aggiunge Rusconi– che questo deve essere un compito preciso del docente che non deve solamente istruire ma anche educare gli studenti”.
Rusconi coglie però l’occasione per toccare un tema su cui l’ANP insiste da tempo: “Naturalmente auspichiamo anche che durante le famigerate occupazioni quando avviene la maggior parte dei danni dovuti alle imbrattature dell’edificio, alla manomissione di strumenti o alla distruzione di arredi si possano individuare gli autori in modo da garantire che la regola del ‘chi rompe paga’ non resti un’affermazione generica ma assuma un valore concreto”.