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Ma perchè abbiamo voglia di studiare?

Come studente prima e come insegnante poi mi sono spesso domandato: “Che cos’è la voglia di studiare”? E – buffamente – la prima conclusione a cui sono giunto è: “Se la svogliatezza nello studio fosse un reato, una buona metà della popolazione mondiale sarebbe in galera. E forse anche più della metà”.
E chi è munito di voglia di studiare come l’ha acquisita? Come la alimenta? Ritengo che le motivazioni siano molteplici e in alcuni casi ne sono presenti più di una. Si può avere voglia di studiare per il puro e semplice piacere di apprendere, ma questa penso sia la categoria meno rappresentata (onestamente non mi ci metto dentro neanch’io!).
Si può avere voglia di studiare perché allettati dall’opportunità di conseguire buoni risultati (leggi: buoni voti) e – almeno per le materie spendibili nel mondo del lavoro – per la possibilità di far valere i propri brillanti risultati scolastici ad un futuro colloquio di lavoro. E questa motivazione – buoni voti per la soddisfazione di conseguirli e di metterli sul piatto della bilancia in occasione di futuri colloqui per assunzione – è quella che ha sempre spinto me (e non solo me) a studiare. A queste motivazioni se ne aggiunge un’altra, che una volta era considerata virtuosa, poi ha perso valore sotto i colpi di una pedagogia impietosa: dare una soddisfazione a mamma e papà. Personalmente non la considero una motivazione così scandalosa: cosa c’è di così vergognoso nel dare gioia e contentezza a chi ti ha messo al mondo? Esaurite queste motivazioni, rimane uno “zoccolo duro”, quello di chi proprio non riesce a convincersi con nessuna di queste motivazioni, proprio non riesce a farsi venire ed a mantenere la voglia di studiare. Ne ho conosciuti, sia come compagni di scuola sia come miei allievi. Ed ho imparato a tenere un atteggiamento di rispetto verso di loro: non hai voglia di studiare? Nessun problema: farai altro nella vita. E, considerando quanto ho detto in apertura di questo mio intervento, quelli che fanno altro nella vita sono la maggioranza degli abitanti del pianeta Terra.

Daniele Orla

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