A Didacta 2026, a Lanciano, Jose Mangione, ricercatrice Indire e responsabile del Movimento nazionale delle piccole scuole, ha acceso i riflettori sulle pluriclassi, configurazione sempre più diffusa nei territori di montagna, nelle isole e nelle aree interne, dove nella stessa classe si trovano bambini di età, livelli e ordini di scuola diversi. A spingere il fenomeno, ha spiegato ai microfoni della Tecnica della Scuola, è la transizione demografica, che comporta esigenze fino a pochi anni fa sconosciute al territorio italiano.
Secondo l’Atlante nazionale delle piccole scuole, in pochi anni le piccole scuole con pluriclassi sono passate da circa 1.500 a 1.800. Per Mangione è il segno che scuole e comunità scelgono di riconfigurarsi pur di non chiudere il servizio primario, in quello che Indire considera un laboratorio di grande innovazione. In Abruzzo le scuole con pluriclassi sono circa 500, pari a circa il 60% della scuola primaria regionale, con tantissimi studenti coinvolti.
Nei due giorni della manifestazione Indire porta due strumenti per aiutare docenti e dirigenti. Il primo è un gioco collaborativo, sviluppato con la Svizzera italiana, in cui le scuole definiscono i propri problemi attraverso card dedicate a cinque leve di innovazione, tra cui tempi e spazi, gruppi, tecnologia e curriculum. Serve a lavorare su autonomia e inclusione ed è insieme mediatore di formazione e strumento operativo. Gli studenti, ha osservato Mangione, rispondono bene, perché abituati a lavorare con pari di età e livelli diversi, e queste configurazioni favoriscono percorsi di recupero e potenziamento, ma chiedono ai docenti e ai dirigenti competenze e un salto di innovazione.
Il secondo strumento è un convegno nella Main Hall, dedicato a “La pluriclasse tra apprendimenti disciplinari e apprendimenti trasversali”, per capire come lavorare sulle competenze di base e valorizzare la dimensione socio-relazionale. Sarà presente Alessandro Rosina, esperto nazionale e internazionale di transizione demografica, la cui lettura integrata aiuterà a comprendere come ripensare la scuola in determinati contesti, con attenzione alla pluriclasse in Abruzzo. Tra i partner internazionali, oltre alla Svizzera, anche Quebec, Francia e Polonia, dove la piccola scuola è una struttura quasi regolare del sistema educativo: da quelle esperienze Indire trae modi di lavorare che riporta nel movimento nazionale.