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22.10.2026

Castellana (Gilda): “In ogni scuola serve un preside organizzativo e uno che si occupi della didattica” – VIDEO

A Didacta 2026 il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana, ai microfoni della Tecnica della Scuola, propone di ripensare la governance delle scuole: un dirigente per la gestione e un coordinatore della didattica eletto dal collegio dei docenti, sul modello delle università.

Dall’autonomia alla “frammentazione”

Tutto nasce, spiega Castellana, dalla legge sull’autonomia: “Una legge nata con buone intenzioni, che poi in realtà ha portato a quella che è la situazione della scuola italiana”. Il quadro che descrive è fatto di “frammentazione dal punto di vista della didattica” e “frammentazione organizzativa”, al punto che “forse addirittura si viene meno al mandato costituzionale del diritto allo studio”. Ricorda che “la scuola pubblica statale è l’unico vero ascensore sociale che rimane in questa nazione”. Per questo, aggiunge, “è evidente che qualcosa non funziona”. Castellana si dice “molto fortemente critico” verso questo modello. Capisce un’autonomia didattica per rispondere al territorio, ma sostiene che spesso “parliamo di anarchia scolastica”.

Il dirigente che “si deve occupare di tutto”

Il problema, secondo il sindacalista, è una scuola “più orientata verso la burocrazia” e verso “una ricerca di clienti”: “Non chiamiamo più gli studenti studenti, ma li chiamiamo utenza”. A capo c’è un dirigente che deve occuparsi di aspetti amministrativi, ma anche di didattica. Tanto che, osserva, “è nata la figura del coordinatore di classe”, perché nelle scuole più grandi il dirigente “non ce la fa a seguire tutte le scuole”. Il modello attuale, afferma, è “troppo orientato su aspetti di contorno alla didattica”: sicurezza, contabilità, macro-organizzazione. “Forse funzionava meglio quando avevamo il cosiddetto preside”, aggiunge.

La proposta: un gestore e un coordinatore della didattica

L’idea è dividere i ruoli. Da una parte una figura simile al DSGA, con “competenze giuridico-economiche”, che si occupi di organizzazione, economia e gestione. Una scuola, ricorda, oggi è “una struttura molto complessa”, anche per le “tantissime risorse” arrivate con i PON e, negli anni scorsi, con il PNRR. Dall’altra parte un coordinatore della didattica: “Un docente, magari esperto, che viene votato dal collegio dei docenti e che si occupa di coordinare la didattica”. Che lo si chiami preside elettivo o coordinatore, per Castellana la sostanza non cambia. Il modello esiste già in Italia, quello delle università, dove ci sono un direttore generale e un rettore. Una scelta del genere, sostiene, alleggerirebbe anche l’“iper responsabilità” che grava sul dirigente e lascerebbe più spazio alle esigenze pedagogiche.

Un’idea da costruire, non da contrattare

Si tratta, precisa Castellana, di “un’idea che certamente va sviluppata”, un tema “da costruire e da lavorarci a medio e lungo termine”. Lo scopo di un sindacato, dice, non è “fare la tessera nell’immediato”, ma “pensare a una scuola di qualità nel futuro”. Per questo i tavoli di contrattazione non sono la sede giusta: “Qui bisogna invece sedersi con la politica”. Le domande che rivolge alla politica sono dirette: “Quanto vuole investire veramente e non a parole nella scuola pubblica statale? Vuole veramente sburocratizzare la scuola?”. Oppure, accusa, la scuola deve diventare “una macchina che produce burocrazia”, diventata “un bancomat e un grande affare per enti di formazione, per agenzie varie”. La Gilda, conclude, vuole “una scuola agile, snella”, capace di dare “risposte al territorio e agli studenti”.

Il ruolo del sindacato

Alla domanda se il sindacato debba fare pressione politica, Castellana risponde richiamando la natura della Gilda-Unams, “un’associazione sindacale apartitica”. “Questo non vuol dire che siamo politici: abbiamo il dovere di fare delle proposte. Non basta lamentarsi e dire che tutto non va bene”. È, dice, “la nostra scommessa futura”, e invita i colleghi a crederci: “Solo dandoci forza probabilmente possiamo ottenere qualche risultato”.

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