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Fare scuola giocando con dadi e carte: il progetto Indire che coinvolge docenti, studenti e dirigenti – VIDEO

A Didacta 2026, a Lanciano, Indire ha presentato in anteprima “Scuola in gioco. Immagina, connetti, trasforma, accetta la sfida, dai forma alla scuola intraprendente”, un gioco da tavola collaborativo di cui ha parlato in un’intervista alla Tecnica della Scuola la prima ricercatrice Indire Stefania Chipa. Sviluppato dal gruppo di ricerca sulle forme e le visioni di scuola insieme a esperti dell’ISIA di Firenze, coinvolge docenti, dirigenti, studenti, esperti e amministratori locali nell’affrontare le grandi sfide della scuola.

Dalla visione alle missioni

Il gioco parte dalla costruzione di una nuova visione di scuola. I partecipanti, ha spiegato Chipa, pescano tre carte brainstorming, una orientata al presente, una al passato e una al futuro, e raccontano così la propria idea di scuola. Devono poi affrontare delle missioni, ispirate a quelle elaborate dall’Ocse, che richiamano le grandi transizioni in corso: demografica, economica, sociale e digitale. La soluzione passa dall’alleanza con un attore del territorio che valorizzi gli spazi interni ed esterni alla scuola e le risorse del contesto.

Alleanze con il territorio

Il traguardo si raggiunge lanciando i dadi, ma lo scopo, ha precisato la ricercatrice, non è avere un vincitore: è costruire insieme una nuova visione di scuola. Il gioco punta a stimolare pensiero critico e dinamiche partecipative, spingendo la scuola ad anticipare il cambiamento anziché subirlo. Attraverso patti territoriali e patti educativi di comunità, gli istituti possono allearsi con musei, enti locali (il comune in primis), terzo settore e aziende, avviare pratiche di lungo periodo, fare didattica in un museo o in un teatro, aprire le biblioteche scolastiche alla cittadinanza, soprattutto nelle aree interne. Queste collaborazioni, ha aggiunto, aiutano a costruire filiere utili anche sul piano occupazionale e, nelle aree interne soggette a spopolamento, a trattenere i giovani formati sul territorio. Per le aziende, ha osservato, l’interesse sta nel coltivare futuri cittadini e lavoratori utili al territorio stesso.

Finanziamento e distribuzione

Il progetto è stato realizzato nell’ambito di un’attività di ricerca che ha coinvolto Indire e la scuola Educa, a vocazione ambientale, nei quartieri spagnoli di Napoli, grazie al finanziamento della Fondazione con il Sud e di un network di scuole. Il gioco, stampato da Pensa Multimedia di Lecce, è da poco arrivato nelle sedi Indire e sarà distribuito tramite gli uffici scolastici regionali.

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