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Aggiornato il 25.07.2025
alle 17:46

Barbacci (Cisl Scuola) a Giorgia Meloni: “Dica al Ministro di evitare twitter compulsivi e di smetterla con gli annunci; la scuola chiede la chiusura del Contratto”

La nostra parola d’ordine è partecipazione: lo ha ripetuto più volte Ivana Barbacci, segretaria generale di Cisl Scuola nel corso del suo intervento al Congresso nazionale Cisl.
Il nostro tratto distintivo – ha ribadito Barbacci – è la partecipazione. Lo abbiamo detto in tante formule e in tante con tante caratteristiche. È la nostra caratterizzazione da sempre. La nostra federazione, insieme anche ai colleghi di università e ricerca, fin da subito ha appoggiato questa impostazione dando una caratterizzazione importante perché nei nostri posti di lavoro, in particolare nella nostra scuola, la partecipazione si esercita da 50 anni”.
Senza risparmiare una frecciatina al leader della Cgil: “Qualcuno lo dica a Landini che la partecipazione da 50 anni si esercita in maniera prolifica e soprattutto attiva in ogni istituzione scolastica del nostro paese. Questo sta a significare che quando c’è volontà e quando ci sono presidi di giustizia sociale, di coesione, la partecipazione è spazio e luogo di piena democratizzazione”.

Ma poi si è soffermata sulle parole di Giorgia Meloni: “Ho ascoltato con molta attenzione l’intervento del presidente del Consiglio e apprendo che dopo 1000 giorni di Governo ci sono degli obiettivi che sono stati raggiunti. Chi ha potuto leggere le 11 slide messe a disposizione dalla Presidenza del Consiglio, avrà avuto modo di verificare che sono indicati passaggi importanti, significativi: la riduzione fiscale, gli investimenti esteri, il recupero dell’evasione fiscale, le risorse per la sanità, l’investimento su 61 siti UNESCO”.

Per arrivare però a ricordare che ci si è dimenticati del sistema di istruzione.

“Il sistema di istruzione – ha sottolineato Barbacci – è la più grande infrastruttura del paese, porta 1.250.000 addetti, si ramifica sul territorio italiano con 45.000 luoghi che sono gli edifici scolastici. È costituita ed è popolata tutte le mattine alle 8 da 7 milioni di studenti. È gestita, governata, organizzata, pensata, vissuta da 14 milioni di genitori a cui si abbinano zii, nonni, fratelli e sorelle”.

“Dopo 1000 giorni – ha aggiunto – bisogna interrogarsi se si è fatto abbastanza e se quello che si è fatto non è uscito dai radar della sintesi di un governo, vuol dire che qualcosa su questo settore non ha funzionato”.
“Allora – ha continuato Barbacci – noi chiediamo alla presidente del Consiglio di evitare i twitter compulsivi del Ministro e di evitare la bulimia dell’annuncio, perché di questo ce n’è stato tanto, di questi interventi ce ne sono stati tanti. La politica degli annunci non è più sufficiente”.

“Serve ben altro – ha concluso la segretaria generale di Cisl Scuola – perché 1.250.000 persone devono vedersi rinnovato il contratto, perché noi siamo al 2022 senza contratto e se ci sarà un contratto nel 22-24 ci sarà perché il Governo deciderà di investire su questa categoria ma ci deve essere anche qualcun altro. I nostri compagni di viaggio devono sedersi al tavolo e trattare e negoziare e contrattare e non alzare sempre di più il cappello per aria per dire che comunque ancora non basta, perché non basterà mai finché non metteremo un punto fermo all’interno di contratti scaduti”.

Per chiudere con un accenno al tema del precariato: ”Noi abbiamo su 1.200.000 addetti 200.000 precari. Una qualunque azienda privata a queste condizioni avrebbe consegnato i libri in tribunale. La scuola resiste perché c’è una grande senso di responsabilità e di forte attaccamento al ruolo educativo che c’è stato consegnato dalla Costituzione e delle famiglie. Bisogna creare un’alleanza anche in tutto il mondo del lavoro per sostenere la scuola pubblica”.

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