Home Politica scolastica Bertossi, candidata PD: “Regionalizzare la scuola ma non come vuole la Lega”

Bertossi, candidata PD: “Regionalizzare la scuola ma non come vuole la Lega”

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Ariella Bertossi è una dirigente scolastica del Friuli Venezia Giulia ed è attualmente titolare presso l’Istituto Comprensivo “Ai Campi Elisi” di Trieste, scuola dove il prossimo anno scolastico prenderà avvio la “Scuola media dello sport”.
In occasione della prossima tornata elettorale che si svolgerà nella sua regione Ariella Bertossi è candidata come indipendente nella lista del Partito Democratico.
Incuriositi anche da alcuni suoi interventi letti su FB le abbiamo posto qualche domanda

Perché ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni regionali?

Icotea

Sono nuova in competizioni politiche di questo livello e provengo dalla società civile. Dirigente scolastica del 1° ciclo, da indipendente corro per il Partito Democratico che mi ha offerto questa candidatura poiché, uscendo il consigliere Franco Codega, ex dirigente scolastico, il settore relativo all’educazione perdeva una rappresentanza importante.
Essendo competenza di una regione autonoma legiferare in materia di istruzione, si è ritenuto fosse essenziale la presenza di chi è parte di questo mondo peculiare e molto complesso. Complessa è anche la realtà della nostra Regione, che a livello scolastico significa diversità linguistiche, culturali, di confine, di zone montane e realtà di paese da tutelare.

In una regione “di confine” come la sua il sistema scolastico necessita insomma di particolare attenzione

Io credo che la regionalizzazione di questo sistema, seguendo l’esempio virtuoso della Provincia di Trento, sia una delle priorità da considerare nella prossima legislatura. Se infatti si comprende che parlare di scuola significa investire nel futuro, se si stima che il 75% dei bambini attualmente frequentanti la prima elementare da grandi faranno un lavoro che ancora non esiste, sarà compito del sistema di istruzione formare le nuove generazioni all’insegna dello spirito di imprenditorialità e di renderli capaci di comprendere che saranno loro ad inventare il lavoro, più che noi a crearlo.

Lei parla di regionalizzazione del sistema scolastico
Quello della regionalizzazione è uno dei cavalli di battaglia della Lega.  Il suo programma in cosa differisce?

La regionalizzazione della Lega vuole essere una sorta di protezionismo degli organici, per evitare trasmigrazioni di docenti non residenti nella regione.
Per noi il discorso non è in questi termini, la nostra forma di regionalizzazione prevede la presa in carico del sistema di istruzione, inserendovi il segmento 0-6 anni in maniera strutturale e coordinando la scuola superiore con l’istruzione professionale. La Regione contribuisce con finanziamenti ingenti alla promozione dell’offerta formativa nelle scuole, mediante bandi a cui tutti gli istituti possono accedere, con progetti speciali e intervenendo in maniera massiccia per l’edilizia scolastica. In particolare noi vorremmo coordinamento e supporto per quanto riguarda i bandi europei, la digitalizzazione, l’innovazione didattica e in generale, pur in linea con la normativa nazionale, poter applicare migliorie organizzative e strutturali.

Lei parla anche di dare spazio al curricolo regionale. Ci spieghi meglio

La Regione non ha ancora significativamente esercitato la propria quota di autonomia nei curricoli delle nostre scuole, ad eccezione dell’inserimento facoltativo della lingua friulana nelle zone dove questa lingua viene usata.
A Trieste sono presenti le scuole di insegnamento in lingua slovena e ora, da recente sentenza, lo sloveno può entrare anche nelle scuole italiane. Ritengo che la regione potrebbe intervenire proponendo e finanziando quella parte di attività che le scuole chiamano progetti, ma che ormai perdurando nel tempo sono divenute attività istituzionali, vedo ad es. le seconde lingue alle scuole superiori, la scuola media dello sport, di cui in regione esistono due esempi, le attività teatrali ecc. ecc.

Qual è il problema più urgente da affrontare nella sua regione in ambito scolastico? 

A seguito di declassamento, la nostra regione ha perso l’autonomia scolastica, quindi di fatto abbiamo un ufficio scolastico mantenuto a livello organizzativo, con un dirigente titolare e non un direttore titolare, ma che nella pratica non essendo più garantito il turn over dei pensionamenti si trova impossibilitato a governare. Su questo aspetto, considerando la specificità della nostra regione, andrà presa una decisione politica.

Ci spieghi meglio

Nel Friuli Venezia Giulia il più grave problema a mio avviso attualmente è quello delle reggenze. L’ultimo concorso per dirigenti è stato eccessivamente severo, dichiarando idonei soltanto 34 vincitori su 2000 partecipanti. Dal 2012 pertanto il numero di dirigenze vacanti dovute ai pensionamenti è stato in costante crescita e al momento il 35% dei nostri istituti scolastici è in reggenza, una percentuale da record. Due anni fa sono stata titolare di un istituto comprensivo della mia provincia con 8 scuole su due Comuni e reggente di un altro in altra provincia a 52 km da casa su 4 Comuni: così è difficile fare qualità. La regionalizzazione, gestendo in modo autonomo l’immissione in ruolo del personale, sarebbe una risposta a questi problemi, insieme alla possibilità della deroga al numero degli alunni per classe, al sostegno potenziato alunni H, ci aiuterà a rimanere esempio di una scuola che forma veramente i suoi alunni.