Prima Ora - Notizie del 5 giugno 2026

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05.06.2026

Bruno Vespa: “Oggi i docenti guadagnano poco e non se li fila nessuno. Proteggiamoli e forse educheranno meglio i ragazzi”

Al centro della puntata di ieri, 4 giugno, del programma Porta a Porta, condotto, su Rai1, da Bruno Vespa, c’è stato il tema delle aggressioni ai docenti, a partire da tre recenti episodi: quello del parco di Parma vicino la scuola il 21 maggio, il tentativo di accoltellamento da parte di un 11enne ai danni di un prof il 29 maggio in diretta telegram, nel trapanese, e laggressione di gruppo ai danni di un professore il 27 maggio in Abruzzo.

La puntata è stata conclusa da un appello accorato del conduttore Vespa, che ha parlato della condizione dei docenti di oggi: “In conclusione possiamo dire che dobbiamo proteggere i professori, che dobbiamo aiutare a rispettarli, dobbiamo aiutare a ristabilire dei ruoli. Nella mia scuola i professori erano delle autorità”.

“Oggi guadagnano poco, non se li fila nessuno, i ragazzi li aggrediscono. Restituiamo dignità ai docenti, diamo loro la forza di reagire e forse educheranno meglio i ragazzi. Se non ristabiliamo dei limiti, non andiamo da nessuna parte”, ha concluso.

Novara e Valditara, botta e risposta

A dire la sua è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ospite della trasmissione: “I casi sono diversi. Il ragazzo pare fosse stato indotto dai social, frequentava siti pericolosi. Insisto sul divieto dei social ai minori di quindici anni. C’è stata una diminuzione dei casi di aggressioni ai docenti. Abbiamo messo in campo educare al rispetto, all’empatia. Abbiamo attivato corsi per gli insegnanti per saper porsi bene agli studenti. Abbiamo attivato il supporto psicologico per gli studenti, è stato un grosso successo con un numero impressionante di adesioni”.

“C’è però la crisi dell’autorità, in questi anni si sta manifestando in tutta la sua crudezza. Non bisogna avere paura di sanzionare, è educativo sanzionare. Abbiamo bisogno delle famiglie. Se un ragazzo porta in classe due coltelli probabilmente le famiglie devono essere responsabilizzate. Bisogna convincere le famiglie a staccare i figli dal cellulare”.

Ospite della puntata anche il pedagogista Daniele Novara: “Bisogna evitare i toni drammatici. Non è un problema psichiatrico, è una questione educativa. Sono ragazzi a cui manca qualcosa, hanno difficoltà a reggere la contrarietà. Le famiglie però non sono aiutate”.

Il dialogo tra i due è degenerato in una bagarre. Ecco cosa ha aggiunto Novara: “Gli insegnanti sono arroccati solo nella loro materia, su cui producono valanghe di valutazione. Bisognerebbe recuperare l’aspetto pedagogico”.

Valditara ha replicato: “Non è vero, negli ultimi concorsi l’aspetto pedagogico è stato assorbente. La formazione del docente non è solo disciplinare ma anche pedagogica. Vada nelle scuole, io ne ho girate 350. La nostra scuola non è come quella che lei rappresenta”.

“In tante scuole siamo fermi alla lezione frontale. Quanti non lo fanno? Mi dia una percentuale. Ci sono ancora insegnanti abbarbicati alla lezione frontale. Ministro, durante gli scrutini vogliono fare la voce del padrone. Dove sono i pedagogisti a scuola?”, ha alzato la voce Novara.

“Non introduciamo troppe categorie, sennò mandiamo a casa i professori”, ha risposto Valditara sarcastico. Io polemizzo con pedagogisti che ci hanno spinto a comprendere e tollerare. I no sono fondamentali. L’autorità è fondamentale. Basta giustificazionismo. Dopodiché c’è la necessità di educare all’empatia, di ascoltare. Professore, lei non gira le scuole, si informi. Lei ragiona per luoghi comuni. Senza sanzioni non si va da nessuna parte”.

“I docenti fanno tanto oltre l’insegnamento”

Anche Cristina Costarelli, dirigente Anp Lazio, altra ospite in studio, ha detto la sua, incalzando Novara: “I docenti fanno tanto lavoro oltre l’insegnamento, dobbiamo ringraziarli oltre le loro competenze disciplinari. Serve anche la lezione frontale, il problema è se si fa solo quella”.

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