“I veri supereroi? Gli insegnanti”: a dirlo, ai microfoni della rivista di settore Everyeye, gli attori Zendaya e Tom Holland, protagonisti del film Spider-Man: Brand New Day, in uscita il 29 luglio. I due, coppia sul set e nella vita, hanno dato praticamente una risposta simile.
L’attore inglese ha detto: “I veri eroi della vita reale sono le persone altruiste. Persone che fanno qualcosa per gli altri senza aspettarsi ringraziamenti o ricompense in cambio. Penso agli infermieri, agli insegnanti, agli assistenti e a tutte quelle persone che svolgono lavori davvero difficili. Non lo fanno per essere apprezzati o ricevere gratitudine, ma perché amano gli altri e amano aiutare”.
La star statunitense, figlia di docenti, ha aggiunto: “I veri supereroi? Gli insegnanti. Entrambi i miei genitori sono insegnanti. Mia madre insegnava in quinta elementare nella mia città natale, Oakland, in California. È un lavoro molto poco riconosciuto e poco pagato. So quanto si sia dedicata ai suoi studenti. I giovani sono il futuro e i bambini devono essere protetti. Quindi sì, direi che loro sono i miei eroi”.
In effetti, come abbiamo analizzato, gli stipendi dei docenti, malgrado riforme, rinnovi contrattuali e adeguamenti al costo della vita non sono mai stati davvero corrispondenti al valore educativo, culturale e sociale del prezioso ruolo dell’insegnante. La Tecnica della Scuola ha messo a confronto le paghe a metà degli anni Novanta e negli anni Duemilaventi. Ciò che emerge è che i docenti non hanno mai nuotato nell’oro. Anche se in passato, stringendo la cinghia, riuscivano ad accantonare qualcosa. Oggi è quasi un miraggio.
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Calcolare il valore di uno stipendio attraverso i decenni non è semplice, poiché entrano in gioco molte variabili, fiscali, familiari e territoriali. Queste ultime, a loro volta, sono influenzate da fattori economici, finanziari e geopolitici. Per fare solo qualche esempio, nel 2002 c’è stato il cambio monetario tra lira ed euro, mentre dal 2020 a oggi hanno pesato la pandemia e l’inflazione scatenata dalla guerra tra Russa e Ucraina. Malgrado ciò, un paragone sulle spese “obbligate” – alimentari, abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili – è possibile. E da esso emerge la fotografia di stipendi che, a distanza di trent’anni, sono di fatto fermi. A fronte di un costo della vita che invece è cresciuto.
Nel 1997, stando al Contratto collettivo nazionale 1996/97, un docente di scuola secondaria di secondo grado con 15 anni di servizio aveva uno stipendio tabellare di 26 milioni e 922mila lire. Conti alla mano, si trattava di circa due milioni e 243mila lire al mese. Se era l’unico lavoratore in famiglia, questi doveva sostenere spese medie mensili per alimentari, stimate da Istat in circa 777mila lire, e quelle per combustibili ed energia, pari a 185mila lire. Più complesso il discorso sulla casa: la spesa mensile stimata dall’istituto era di 858mila lire, ma l’indicatore teneva conto di “abitazione principale e secondaria”. Istat, insomma, riteneva ovvio che una famiglia degli anni Novanta avesse almeno due case.