Il caldo eccezionale che sta attraversando l’Italia mette a dura prova la scuola, proprio nei giorni in cui negli istituti superiori si concludono gli esami di maturità. A Roma il Campidoglio ha risposto con un piano da 850 milioni di euro per l’efficientamento energetico di tutti gli istituti scolastici della Capitale, affiancato da uno stanziamento immediato per l’acquisto di condizionatori nelle strutture ancora scoperte.
Negli ultimi dieci giorni le temperature nei plessi scolastici hanno toccato punte di 34-38 gradi, spingendo diversi nidi e scuole dell’infanzia a far ritirare in anticipo i bambini. In alcuni istituti le maestre hanno spostato i più piccoli nei corridoi, lontano dalle finestre esposte al sole. Non sono mancati episodi di malore tra il personale: il 23 giugno una cuoca di una scuola dell’infanzia ai Colli Albani, ha avuto un calo di pressione, mentre una maestra si è sentita male in servizio. Negli istituti superiori, intanto, proseguono le prove orali della maturità, tra ventilatori e acqua distribuita nelle aule.
Come riporta Repubblica, per affrontare il problema in modo strutturale, il sindaco Roberto Gualtieri ha presentato il progetto “Scuole verdi”, finanziato con 850 milioni di euro – 600 da Roma Capitale, tra fondi statali e privati con la Cassa depositi e prestiti come advisor, e altri 250 dalla Città metropolitana – destinati alla riqualificazione di 1.350 edifici scolastici. “È un intervento gigantesco. Stiamo parlando del 100 per cento delle scuole”, ha dichiarato Gualtieri, spiegando che l’obiettivo è garantire una decarbonizzazione strutturale del patrimonio edilizio. I lavori richiederanno anni: le proposte dovranno essere presentate entro dicembre, ma l’avvio degli interventi è previsto non prima del 2029.
Per tamponare l’emergenza immediata, il Comune ha stanziato sei milioni di euro per l’acquisto di condizionatori destinati ai nidi ancora sprovvisti, alle scuole dell’infanzia e ad alcune aule delle superiori usate per gli esami di maturità. L’assessora alla Scuola, Claudia Pratelli, ha sottolineato l’urgenza: “Il cambiamento climatico e l’esperienza che stiamo vivendo tutti i giorni in questo periodo impone che la strategia di comfort termico nelle nostre scuole non possa più essere rimandabile”. Gli apparecchi acquistati in questa fase transitoria potranno essere ricollocati in altri edifici una volta completati gli impianti del piano strutturale.