Nella Repubblica Ellenica si è innescata una polemica senza precedenti, che ha al centro lo studio superiore ed universitario. Il paese abbonda di Facoltà ed Istituti di Ricerca prestigiosi nel campo delle Arti e delle Scienze Applicate, tuttavia la dispersione, anche in questi casi, di decine di migliaia di studenti iscritti, regolarizzati e paganti, è elevatissima. Costoro non frequentano le lezioni, non sostengono esami di profitto e non conseguono i titoli nei tempi stabiliti dalle Convenzioni nazionali ed internazionali. Una popolazione studentesca particolarmente silenziosa e strisciante, ignorata dai Rettorati e dalla popolazione studentesca attiva, spesso additata e stigmatizzata, ma in difficoltà. Manifestare sostegno è particolarmente complesso, e scovare lo studente non frequentante o costantemente irreperibile e indisponibile diviene impossibile per tali istituzioni pubbliche. In Grecia, al fine di mantenere competitivo il sistema universitario, sono stati cancellati oltre 300.000 studenti non attivi e che da un periodo superiore ai due anni non frequentavano attivamente le lezioni e non sostenevano gli esami di profitto.
Più di 300.000 studenti universitari inattivi sono stati cancellati dai registri in Grecia, riducendo di quasi la metà la popolazione studentesca ufficiale del Paese, hanno dichiarato venerdì le autorità locali. La misura segna la fine di una pratica decennale – formalmente abolita dalla recente legislazione – che consentiva l’iscrizione prolungata per facilitare l’apprendimento permanente e lunghe pause per motivi di lavoro degli studenti, anche a tempo parziale. Venerdì, il Ministero dell’Istruzione ha dichiarato che 308.605 studenti precedentemente ammessi ai corsi di laurea quadriennali delle università statali prima del 2017 sono stati cancellati dai registri. “Lo status di studente non è valido a vita in nessuna università europea moderna”, ha affermato il ministro dell’Istruzione Sofia Zacharaki. “Vogliamo lauree di valore, che riflettano l’impegno, le competenze e la passione”. I funzionari del ministero hanno dichiarato che circa 35.000 persone hanno presentato con successo domanda di reimmatricolazione nel 2025 al fine di riprendere il percorso di studi.
Gli oppositori della riforma del governo conservatore, provenienti principalmente dalla comunità accademica autoctona, sostengono che il programma della seconda opportunità non sia riuscito ad affrontare la portata e l’impatto dei disagi causati dalla grave crisi finanziaria che ha colpito la Grecia nel decennio precedente. Secondo i dati del 2024 dell’Autorità ellenica per l’istruzione superiore, la popolazione studentesca attiva del Paese è di poco superiore ai 350.000 studenti, che frequentano 25 istituti di istruzione superiore pubblici. Un dato che di fatto sottolinea la crisi demografica che il paese affronta da quasi un quarto di secolo, ossia l’invecchiamento precoce medio della popolazione. I corsi di laurea triennale presso le università statali sono normalmente finanziati dal governo. Fino a poco tempo fa, in Grecia operavano solo università pubbliche che offrivano lauree riconosciute dallo Stato ed in Unione Europea. Tuttavia, stanno gradualmente nascendo università private riconosciute. I funzionari del Ministero dell’Istruzione hanno affermato che gli studenti inattivi, ovvero coloro che hanno interrotto gli studi, non comportano alcun onere finanziario diretto per le università, ma creano difficoltà amministrative importanti e stress per il sistema. “Grazie agli elenchi aggiornati degli studenti, le università hanno la possibilità di pianificare in modo più preciso”, ha affermato il viceministro dell’Istruzione Nikos Papaioannou. “Questo è un prerequisito per migliorare la qualità accademica, le operazioni quotidiane e i criteri utilizzati per valutare le università greche nelle classifiche internazionali”.