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Caro affitti: aumenti esorbitanti e a Milano fino a 732 euro per una stanza

Il problema casa per gli studenti fuori sede è ormai una calamità e il costo per affittare una semplice stanza ha raggiunto livelli spropositati che rendono un lusso studiare, altro che diritto allo studio e alle parti opportunità!. 

Le regole del mercato azzerano qualsiasi proposito, anche quello più dignitoso e allora studiare in un ateneo di una grande città diventa un impegno esclusivo, consentito solo  a chi può permetterselo, mentre le proteste dell’anno scorso, con le tende nelle piazze, sono diventate un ricordo, con un nulla di fatto su tutto il fronte degli affitti.

Sui Rainews24 si legge infatti che secondo gli studenti, quest’anno, a fronte di una domanda stabile, i prezzi delle camere singole sono passati da una media di 461 euro a 613 euro+152 euro al mese, “frutto – dicono i ragazzi – di pura speculazione”.

Inoltre, nonostante siano stati finanziati dal 2023 circa 805 milioni per quasi 8.500 posti letto, sul fronte prezzi, secondo l’ultimo rapporto di Immobiliare.it, Milano guida la classifica con 732 euro al mese per una stanza singola, seguita da Bologna con 632 euroFirenze 606 euro e Roma 575 euro. Gli aumenti più forti si registrano a Trento, dove si passa da 381 a 544 euro (+163 euro, +42,78%), Modena da 385 euro a 506 euro (+121 euro, +31,43%) e Brescia da 399 euro a 519 euro (+120 euro,+30,08%).

Secondo l’Unione degli universitari, riporta Ansa, “La media di 613 euro per una stanza singola mette in evidenza un tema che l’Udu ha sempre rivendicato: l’esigenza di un reale investimento in politiche abitative che mettano al centro la residenzialità pubblica anziché incentivare quella privata, che necessariamente specula sui bisogni concreti di studenti e studentesse. L’abitare è un diritto, non un lusso. E studiare sta diventando un lusso, il Governo non può continuare a ignorare un problema così ingombrante”. 

Viene pure aggiunto che “a fronte di circa 900mila studenti (ma per il ministero dell’Università sono la metà), i posti letto pubblici a disposizione sono attualmente meno di 50mila e che il costo degli affitti, negli ultimi 3 anni, è cresciuto del 38%”. 

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