Le chat di gruppo scolastiche sono ormai uno strumento diffuso a ogni livello, comode per le comunicazioni rapide ma potenzialmente pericolose quando gestite da minori che non ne comprendono la portata. Lo ha dimostrato un episodio avvenuto in una prima media di Reggio Emilia, dove gli alunni si sono trovati sul telefono le immagini di un agnello sgozzato, condivise inconsapevolmente da un compagno di classe.
Come riporta il Resto del Carlino, il fatto è riconducibile alla Festa del Sacrificio, ricorrenza molto sentita dalla comunità islamica, particolarmente presente in questa area dell’Emilia. Tutto è iniziato con un messaggio innocuo: il ragazzino accarezzava un agnellino e i compagni, già informati sul significato della festività, chiedevano preoccupati se l’animale sarebbe stato ucciso. Nel giro di pochi minuti, però, nella chat è arrivato il video dello sgozzamento, con due adulti – probabilmente parenti del bambino – che sacrificavano l’animale parlando in arabo. La reazione degli altri genitori è stata di forte indignazione. Molti hanno definito le immagini di una violenza inaccettabile, invitando i figli a non guardarle, e diversi si sono rivolti alla scuola per capire come fosse potuto accadere. La dirigente scolastica ha però chiarito i limiti dell’istituzione: trattandosi di una chat privata e autonoma tra ragazzi, la scuola non ha la possibilità di intervenire direttamente, e il controllo resta una responsabilità delle famiglie, soprattutto quando si tratta di minori di undici anni iscritti a piattaforme che richiedono dati personali.