Carta Docente: ancora ad oggi, 19 gennaio 2026, non è stata erogata ed è bloccata dal 31 agosto 2025. Stavolta non è stata riattivata a settembre come ogni anno. Ora si attende il decreto interministeriale entro il 30 gennaio, per avere probabilmente l’accredito a febbraio.
Ancora oggi, poi, non si conosce l’importo della Carta Docente 2026: non è sicuro, infatti, che sarà di 500 euro come negli anni passati. Ai microfoni di Radio24, all’interno del programma Due di denari, Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti ha fatto il punto. “Dovrebbero fare ordine al Ministero che a quanto pare non ha le idee chiare. Carta Docente nasce nel 2016 con la ‘buona scuola’, con un importo pari a 500 euro, valido solo per gli insegnanti di ruolo, successivamente, con i ricorsi del personale precario, una decina di migliaia quelli vinti solo dalla Gilda, la platea si è estesa. Dopo vari reclami, si è ottenuto un grande risultato e oggi Carta Docente, è riconosciuta a tutti, questo ha fatto sì però che le risorse stanziate inizialmente e rimaste invariate, non siano risultate più sufficienti”.
Dopo le rimostranze dei sindacati, in particolar modo da parte della Gilda che più volte ha richiesto chiarimenti e incontri, la piattaforma per accedere al bonus è stata riaperta. “L’estensione della platea dei beneficiari – ha affermato Castellana – ha mandato in tilt il Ministero, che, oltre a dover fare i conteggi per sapere quanti sono coloro che ne hanno diritto, a fronte del numero incerto ma enorme dei docenti precari, sarà costretto anche a dividere la cifra per la platea aumentata e per questo a diminuire l’importo del bonus, che facendo una stima, sarà pari ad un 25% in meno”.
Nei dieci anni trascorsi dall’entrata in vigore di questa misura, il bonus, oltretutto, ha perso valore in quanto la cifra non è mai stata adeguata all’inflazione e non solo, il suo finanziamento è rimasto lo stesso. Dunque ad oggi, Carta Docente dovrebbe equivalere ad un importo pari a 600-700 euro.
Castellana parla di “ennesima mancanza di investimento nei confronti di una categoria in difficoltà”, ricordando che nella maggior parte dei casi i docenti usano Carta Docente per acquistare materiale scolastico. “Se non riescono a portare a compimento questa misura, in virtù dei copiosi fondi che arrivano dal Pnrr, rendano allora deducibili le spese e affidino in comodato d’uso un computer ad ogni insegnante”, questo l’appello rivolto al governo del coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana.
A dare gli ultimi chiarimenti di cui siamo in possesso, lo scorso 29 ottobre, è stata la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti. Ecco le sue parole: “Si precisa che non ci sono ritardi o impedimenti nell’erogazione della Carta: l’estensione della platea dei destinatari richiede per sua natura che vengano mutate le tempistiche per l’attribuzione della Carta. Bisogna attendere di individuare tutti i beneficiari. Potrà essere assegnata solo quando potrà essere individuata la platea dei supplenti fino al termine delle attività didattiche ovvero a partire dal gennaio di ogni anno”.
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docente. Ecco cosa cambia, come avevamo anticipato.